la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Ancora una volta: Benvenuti in libreria!

Ho scritto, pochi giorni fa, qui:

“Ho ripensato (…) a come, oggi, io sia molto più interessata a leggere tutto ciò che gli altri blogger scrivono, a tutti i consigli di lettura che ricevo, che non a darne. Pure se, va da sé, quando incoccio un bel libro, mantengo tutta la voglia di condividerlo, e scriverne.”

Ecco, le cose stanno così: il tempo di ognuno di noi non è infinito; non lo è il nostro tempo per leggere tutto ciò che vorremmo; ed io desidero, moltissimo, prendermi il tempo necessario per seguire i consigli di lettura che ricevo, e accogliere preziosi suggerimenti di lettura da, anche, perché no, condividere, reindirizzando (si dice ribloggando? Ho sempre qualche difficoltà con il linguaggio di questo tipo) il lettore a ottime recensioni di altri ottimi blog.

Che dite: si può fare? Senza che, con questo, io abdichi a condividere mie proposte che tuttavia, al momento, desidero in particolare orientare su quell’area che ho chiamato “Libri per la vita”: Narrativa (anche) per giovanissimi lettori, del tipo che, poi, rimarrà sempre con noi, dentro tutti i nostri anni, a formare il nostro chi siamo; la vasta e multiforme area delle “Fiabe”: il mondo, anche, dei nuovi novellatori, il mondo delle voci che raccontano.

Per non dire – ma la contraddizione è solo apparente – del desiderio di riprendere, e per quanto posso, di restituire, sperando in un confronto, letture che impegnino il pensiero, lo studio, una qualche forma di riflessione: tutte cose che richiedono un tempo lento; qualcosa che risponda a un bisogno, direi a un dovere, di pensiero fuor di cronaca, sui giorni che stiamo vivendo; che chiede di recuperare un tempo per dar forma a domande, non travolto dall’urgenza di dar luogo a risposte; un tempo che coltivi il dubbio, e l’ascolto.

Leggere non è qualcosa di avulso dalla vita di ogni giorno, dalla quotidianità; è qualcosa che ha a che fare con il mondo in cui ognuno e tutti viviamo i nostri giorni; è qualcosa che ci aiuta a stare al mondo, a muoverci dentro la complessità. E oggi è davvero difficile “rifugiarsi” in un libro, e lasciar fuori “il mondo“: lasciar fuori, il buon Wittgenstein mi perdonerà, “tutto ciò che accade”.

Chi scrive, e chi legge, esercita la propria influenza anche su chi non legge, su coloro che <credono> di non farlo lasciando che altri, troppo spesso cattivi lettori, leggano per loro: perché sì, ci sono anche le scritture malvage, e ci sono i cattivi lettori; esistono letture che fanno male; letture che, come la moneta cattiva, scacciano quella buona.

So di non esprimere con chiarezza un pensiero che non è chiaro innanzitutto a me, ma che sento fondato; quel pensiero che mi porta ad essere sempre perplessa quando leggo, quando sento affermare, cosa peraltro tristemente vera, che in Italia si legge poco.

Importa sicuramente molto che sempre più persone leggano. Importa di più che si legga bene, sia che si tratti di lettura cosiddetta di svago o di lettura che impegni un esercizio mirato del pensiero; sia che si tratti del piacere di uno studio.

Importa molto cosa si pubblica. Importa chi e perché pubblica cosa.

E penso: alla fine della mia vita non sarà stato importante quanti libri avrò letto, ma quali libri avrò letto; come li avrò letti, se e come li avrò fatti miei. E come, in conseguenza, avrò trasmesso, lasciato agli altri, con la mia esistenza di lettrice, qualcosa di buono.

Importa che il libro sia un “gioco” che crea relazioni e, attraverso ciò, ricchezza di saperi, di sé, degli altri, del mondo.

 

Credo sia anche il tempo di riprendere a raccontare le gite in libreria che avevano segnato le chiacchierate dei primi tempi di questo blog. In questi ormai quasi cinque anni, cose sono cambiate nel nostro mondo di libri e varrebbe la pena di fare il punto.

Ieri ho fatto una bella gita, in una libreria particolare – una libreria del cuore, la libreria delle Edizioni Santi Quaranta di Treviso – che chi è lettore e abita a Treviso necessariamente conosce (e se non frequenta non sa cosa si perde).

È la libreria la cui porta d’ingresso è fotografata nella pagina di presentazione del blog: piccola, occorre stare attenti a dove si mettono i piedi perché anche il pavimento è un campo di libri. Una specie di Campo dei Miracoli di Pinocchio, ma VERO, dove il miracolo avviene realmente; dove, in luogo di citrulli, si acchiappano cuori e cervelli per farli star bene.

Ho fatto una ottima scorta di buone letture, ben consigliata dalla libraia e dall’editore, che spesso si trova là, tra i suoi libri, per consigliare, spiegare, presentare. Che alla fine ti regala pure un libro aggiuntivo; perché desidera che tu lo legga; perché sa che leggerlo ti farà bene.

Ne racconterò: so bene che tutti i libri che questa piccola preziosa casa editrice pubblica sono opere di alta qualità, pubblicati per amore – non secondariamente impreziositi da una stampa molto curata, con belle copertine: libri da possedere oltre che da leggere.

Per ora, mi limito a segnalare titoli ed autori:

Theodor Fontane, “Infanzia sul baltico: un libro datato, anno 2000, ma tuttora reperibile, di uno dei maggiori autori dell’800 tedesco. Scritto nel 1982, è questa la prima traduzione italiana, di Carmen Putti. Chiude il libro una nota critica del curatore Hans Kitzmüller.

Ancora di Theodor Fontane, “Viaggio attraverso la Scozia“: la Casa Editrice Santi Quaranta, dopo una prima edizione del 2002, ripropone ora l’opera , in una nuova edizione riveduta, ancora nella traduzione di  Carmen Putti;

Claudio Segat, “Una sognatrice a Trieste, 2017. In esergo, dei versi di Ingeborg Bachmann già mi portano all’urgenza di aprire questo volume.. Eccoli:

In questi giorni, non mi duole / di saper dimenticare / e di essere costretta a ricordare. / Amo. Fino all’incandescenza io amo, / e ne ringrazio biblicamente il cielo. / L’ho imparato in volo. / In questi giorni, io ripenso all’albatro / che mi ha sollevata e trasportata / in un paese che è un foglio bianco.

E per chiudere, un balzo nella Sicilia degli anni Venti:

Antonio Russello, “La luna si mangia i morti, seconda edizione 2011. Uno scrittore italiano, 1921 – 2001, che non dovrebbe essere dimenticato. Di questo libro, la quarta di copertina ci dice che è stato editato “per la prima volta, nel 1960, da Mondadori nella “Medusa degli italiani”. Viene presentato con  una Introduzine di Salvatore Ferlita,  con una recensione di Leonardo Sciascia dal titolo “Un’accesa, rutilante favola della Sicilia, e con una breve importante nota di Matteo Collura, dal titolo “La miopia della critica“. Un libro, ne sono certa ancor prima di leggerlo, da non perdere. Vero è che soccombo sempre ai consigli e alla passione dell’editore Ferruccio Mazzariol: (qui il link alla casa editrice: da visitare, oltre che per i titoli, anche solo per la bellezza delle pubblicazioni).

Ora chiudo, sentendo di dover parafrasare il pappagallo Laverdure di “Zazie nel metro”, e ammettere che “chiacchiero, chiacchiero, non so far altro”: ma, alla fine, torno sempre a casa. A un buon libro.

P.S: Nel frattempo, la lettura di “Il cacciatore di draghi” di J.R.R. Tolkien, una favola che il Nostro scrisse per i suoi bambini, mi ha posta di fronte, oltre che a, per l’appunto, una bella favola, a un vero e proprio, divertentissimo, sornione, ironico, testo di “scienza della politica”. Scritto ieri, letto oggi, il lettore adulto piacevolmente ride (per non dire ghigna). Sarò forse la prossima recensione.

2 commenti su “Ancora una volta: Benvenuti in libreria!

  1. annaecamilla
    luglio 22, 2018

    la cosa importante è sempre cosa si legge non quanto si legge. La qualità è fondamentale per il nostro pensiero!

    Mi piace

  2. Pingback: Su quale fronte stiamo resistendo? | la libraia virtuale

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