Evan Hunter

È iniziata l’estate. E le sue letture disimpegnate?

Strano luogo comune. Nonostante tutto ciò che se ne dice, viviamo in un mondo dove la lettura è di massa, in ogni mese dell’anno; e in cui «Il Libro», quello con la maiuscola, viene venduto e diffuso più o meno attraverso gli stessi canali che diffondono «i libri», i prodotti di una letteratura anche di intrattenimento, diffusa, sconosciuta fino all’era moderna: che non esclude certo la qualità, anche elevata, dei prodotti.

Abitiamo una società che, per un verso, legge e scrive in centoquaranta caratteri mentre, per altro verso, il mondo dei lettori è caratterizzato – anche dove, come in Italia, si legge “poco” – dal segno del consumo diffuso. Il romanzo in particolare, che nasce e si sviluppa con la modernità, mette a disposizione la grande letteratura intrecciata con una narrativa di consumo al cui interno occorrerà distinguere tra libri buoni, meno buoni e carta sprecata. Tutti insieme appassionatamente. Nella società dei consumi perché mai il libro dovrebbe potersi chiamar fuori dal percorso?