LA LIBRAIA VIRTUALE JUNIOR

Dopo una breve interruzione per “rinnovo locali”, la libraia virtuale torna, con una nuova veste e soprattutto una nuova categoria: La libraia virtuale junior

Chi segue gentilmente queste pagine sa che coltivo una grande amicizia con la narrativa che, in modo spesso improprio, viene categorizzata sotto la voce “per ragazzi” o addirittura (è il caso delle fiabe) “per bambini”; e combatto l’implicito che la connota come letteratura minore, la cui validità cesserebbe con l’approssimarsi dell’età adulta.

Tale connotazione colpisce infatti anche il millenario mondo della fiaba, categoria, per altro, cui alla fine risulteranno riconducibili (Propp insegna) un insieme ampio di tipologie narrative, dal racconto mitologico alla narrativa fantastica al romanzo d’avventura, e l‘elenco potrebbe proseguire.

Il confinamento di queste tipologie narrative al mondo dell’infanzia-prima adolescenza è dunque una operazione impropria che raggruppa in un insieme-sfocato opere preziose sulla base di una mal definita classe di età dei lettori, dai confini indistinti: avendo da un lato i cosiddetti libri “per bambini” ai loro primi passi nella lettura autonoma-ascolto e, dall’altro, quella che oggi viene definita narrativa Young Adults (YA).

La libraia virtuale junior cercherà di raggruppare questi libri in un sovrainsieme di opere, appositamente rivolte ai ragazzi da chi le ha scritti, ma che non perdono, e anzi accrescono, il loro fascino e il loro valore al crescere dell’età del lettore.

Ciò che interessa l’età della crescita – le domande e i bisogni emozionali dell’infanzia – non perde infatti nulla della sua importanza nel tempo, trattandosi di domande e bisogni che permangono vitali nel corso della vita.

Troverete i libri e gli articoli di quest’area nella categoria omonima – La libraia virtuale junior – che raggrupperà recensioni-proposte di lettura, articoli a tema (Parliamone), saggistica, altro.

Al momento, la nuova categoria conterrà unicamente recensioni di libri già presenti in queste pagine, che via via vi saranno collocati, in attesa di nuove proposte.

Spero di poter inaugurare queste ultime con un libro – J.R.R. Tolkien, “Albero e foglia”, Bompiani 2000, e con il saggio “Sulle fiabe, che ne fa parte.

Chiudo con due citazioni, che trovo esemplari:

“Le storie per ragazzi sono archetipi che non smettono mai di avere senso: anche loro crescono con noi, si rigenerano in continuazione, e poi te li ritrovi dopo vent’anni per adulti dagli stomaci forti. Ma in fondo dicono sempre la stessa cosa.”[i]

 “La connessione istituita tra bambini e fiabe non è che un accidente della nostra storia. Le fiabe, nel moderno mondo alfabetizzato, sono state relegate alla stanza dei bambini, così come mobili sciupati o fuori moda vengono relegati nella stanza dei giochi, soprattutto perché gli adulti non vogliono più vederseli d’attorno e non si preoccupano se vengono maltrattati.”[ii]

Buona lettura

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[i] Alice Basso, “Un caso speciale per la ghostwriter”, Garzanti 2019

[ii] I.R.R. Tolkien, “Sulle fiabe”, in: Albero e figlia, Rusconi 1982