Edoardo Albinati

Posso dire che, in questi giorni, non ho voglia di leggere? Non sarebbe la verità, direi una bestemmia, pur trovandomi di certo preda di qualcosa che un po’ somiglia a un’asserzione tanto balorda. Con una tale affermazione mi troverei, credo, nel campo del verosimile, che per definizione è <non vero> e tuttavia implica una forma di rapporto con la verità.

Potrei rovesciare i termini e dire che non ho voglia di scrivere, anche se pure questo non è vero. Sto scrivendo, infatti, ed è ciò che, in questo momento, voglio fare; oserei dire persino che ne sento l’urgenza. Perché ho qualcosa da dire? Ecco, no, non proprio.