Pandora, la prima donnaJean-Pierre Vernant, “Pandora, la prima donna”, Einaudi 2008

Un libriccino, cinquanta pagine, arricchite da bei disegni, che si leggono tuttavia in un tempo meno breve di quanto la dimensione potrebbe far pensare; pagine scorrevoli, una lettura piacevole, che porta a fermarsi, a sorridere, a distrarsi nel pensiero delle conseguenze, a sogghignare e, perché no, tirare dei bei sospiri mentre si affastellano alla mente i molti significati e le infinite implicazioni, non banali, di una storiella amena, o che tale potrebbe sembrare ma non è. Non per nulla, da quasi tremila anni viene ripresa, e ripensata, e conserva un senso, e anche qualcosa, anzi molto, di più.