Peste del 1656. Wikipedia

La frase di prammatica è: da dove comincio?

La risposta, scontata: diciamo dall’inizio

Prima giornata

Prima novella: narratore Panfilo

Il protagonista della prima novella, di professione notaio, è uomo specializzato in false testimonianze, spergiuri, frodi, così come uso a trovar piacere nella violenza e persino nell’omicidio. Quel che si dice una brutta persona, felice di esserlo e sicuramente utile a chi avesse bisogno di condurre affari disonesti senza farsene carico.

Sono, questi, giorni in cui, almeno nell’immaginario, chiusi in casa, magari pure in pigiama, si legge, si scrive: nell’immaginario, perché poi, no, non è così.

C’è qualcosa che non torna, in questi giorni, nel leggere, nello scrivere; c’è molto di strano nel ritagliare, dentro la propria giornata, uno spazio di “normalità” – non che ci sia qualcosa di veramente “normale” nel leggere; non parliamo poi dello scrivere. Ma sarebbe un lungo discorso.

Quale tempo potresti ritagliare se, essendo sola o giù di lì, ti trovi a vivere ore collocate nel nulla di un tempo ciondolante e vuoto, o a vivere un tempo estenuante, agitato ed esasperante, se in casa rinchiusi ci sono bambini, o persone in uno stato di dipendenza – con tutte le varianti possibili tra un estremo e l’altro, dal tragico al grottesco. Divertente, temo quasi mai. Solo talvolta.