Poesia in forma di rosa 2Pier Paolo Pasolini. “Poesia in forma di rosa”

Eppure, mai si parla della sua poesia. Si dice di lui, “è un poeta”; lo si dice come se il sostantivo avesse un valore di apposizione, ad integrare un altro sostantivo: romanziere, regista, sceneggiatore, artista, intellettuale, comunista (espulso dal partito ma fa lo stesso); con un improprio valore di attributo da assegnare al suo intero essere – senza, dunque, errore, in questo; il modo della poesia, si dice, è presente in ogni suo linguaggio, finalizza a sé lo strumento. E della sua opera poetica si dice poco.

La sua vita prevale, e con la vita la sua produzione più ‘sociale’. Dell’opera si parla nella misura in cui è utilizzabile per misurarsi nel giudizio sulla sua persona, sulle sue scelte di vita, sulle sue posizioni politiche, sulla sua influenza (sul <rischio> di una sua influenza) sulla nostra società. Nel tentativo di ridurne la voce, fino ad annichilirla.