20140826_162111Che dire. Sono partita, armata delle più buone intenzioni, per una gita a librerie. A proposito: ho mai detto che abito a Treviso? Giusto per collocare le librerie, per chi ci abiti o chi le conosca.

Innanzitutto, volevo fare una discreta sosta alla Libreria Santi Quaranta: chiusa per ferie fino a fine mese. Grande delusione ma, a pochi passi, c’è la libreria Feltrinelli. Vado. Ne esco, poco dopo, irritata e senza acquisti. Possiamo dire che non è colpa della libreria? Che la colpa è delle mie idiosincrasie? In parte, solo in parte. Ma sono disposta a discuterne. E questo può essere il luogo giusto per farlo.

Ammetto una mia fissazione peculiare. Mi piace che i libri, negli scaffali, siano ordinati primariamente per casa editrice, oltre che per argomento e autore in ordine alfabetico. Se la libreria non è organizzata in questo modo, mi irrito. E mi spiego, o almeno cerco di farlo.

Cosa va a fare in libreria un lettore? Secondo me va, certo, a cercare il libro di cui ha già deciso l’acquisto ma, per lo più, va a occupare del tempo in cui cercare e trovare letture inattese. Va a fare scorta. Va a giocare a farsi venire pensieri e interessi e idee. Magari a farsi consigliare.