La fine del mondo e il paese delle meraviglieHaruki Murakami, “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”, Einaudi 2008

Che bel libro! Piacevolmente irritante e impossibile da lasciare, ad ogni “adesso basta!” che sorge dal cuore nel corso della lettura – dallo stomaco? dalla pancia? da <dentro>, comunque. E la lettura prosegue ossessiva e irrinunciabile.

Un libro che ti porta altrove, anche se alla fine non ne sei poi tanto sicura: racconta di un mondo – due “Città”, in effetti – dalle quali è stata eliminata l’interiorità delle persone che le abitano, ciò che Murakami chiama “il cuore”; e dunque, un libro che trasuda quel “cuore”, quell’interiorità, ad ogni riga. E ti porta ad intrecciare la nostalgia con il sorriso, e con l’amore, e con la gentilezza, e il carico dei ricordi senza i quali paradossalmente le spalle portano un peso insostenibile – e, ineluttabilmente, si piegano.