Pina Bertoli, “Infondate ragioni per credere all’amore”, edizioni Io scrittore 2018

 C’è ora questo libro: da cui sono stata profondamente catturata e di cui potrò parlare solo riuscendo a separare la mia emozione dalla riflessione su di una storia che racchiude una proposta: una chiave di lettura per una filosofia di vita. Da condividere, in tutto, in parte; con cui misurarsi.

Prima di poterne parlare, ho dunque riletto il libro – ne ho sentito l’esigenza immediata: per prenderne le distanze, per pormelo dinnanzi e vederlo?

Nel corso della prima lettura, è certo, vi ero finita immersa, vittima di una partecipazione totale: mi ero ritrovata personaggio tra i personaggi, a prender parte, a vivere dentro quel mondo.

La libraia virtuale riapre i battenti e deve confessare, con grande scorno, di non aver portato a termine, nel mese trascorso, nessuno degli obiettivi, per quanto vaghi, che si era prefissata – ad esclusione di uno: darsi alla vacanza, nel senso etimologico del termine: essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni.

Tuttavia: anche questo stava nel programma, il regalarmi una vera vacanza a casaccio e dunque, perché no.

Ora, tuttavia è un po’ difficile rientrare in discorso, dopo un periodo così, da perfetta pelandrona.