copj170.aspRicapitoliamo: Recensito “Il mio nome è rosso”, e “Venezia Insanguinata”. Ora, secondo programma, ci dovrebbe essere “Il grande gioco”, e l’apertura di una categoria che potrebbe chiamarsi “Filosofia e dintorni” in cui inserire alcuni piccoli lavori di diversi autori interessanti. Dovrà tuttavia avere una struttura un po’ diversa e ci devo ancora pensare un momento. E completare alcune letture.

È estate, ci si regala qualche ora di relax e ci sta anche una lettura leggera, riposante. Per essere esatti una rilettura. Quel genere che capita quando, nelle sere d’estate, giorni di caldo eccessivo, alla mezzanotte abbondantemente passata, si gira per casa ripetendo con rabbia il ritornello “non ho niente da leggere”. Il libro che sto leggendo è impegnativo, non è un libro per la notte, mi ci vorrebbe qualcosa…ma cosa non so… Il malumore sale, mentre passo da una stanza all’altra e l’occhio corre, deluso, irritato, senza speranza, sulle scaffalature, scorre i libri in cerca di non si sa bene cosa. Un bel giallo? No, che strano, mi sono sempre piaciuti i gialli, da un po’ di tempo no, non mi attirano.

Nel cgenerazioni_Remo Bodei_recensioneorso di quest’ultimo mese ho fatto alcuni acquisti. E mi trovo con una piccola riserva di letture, il che mi fa sentire bene, protetta da quella specie di horror vacui che mi assale quando mi trovo nello stato d’animo del genere “non ho niente da leggere!”, quando preconizzo a me stessa una lunga tediosa notte senza potermi addormentare bene, o senza poter godere l’insonnia che è pur sempre l’occasione di potersi regalare qualche ora in più con un bel libro. A ben guardare, non mi capita di soffrire di insonnia senza qualcosa da leggere che, diciamo così, ne giustifichi il bisogno. Salvo, ovviamente, nel tragico caso in cui io non abbia, si fa per dire, niente da leggere – niente che corrisponda a qualcosa che ho voglia/bisogno di leggere in quel momento.