Mo Yan, “Le sei reincarnazioni di Ximen Nao”, Einaudi

Traduzione di Patrizia Liberati

Da molto tempo desideravo sia rileggere sia proporre questo grande romanzo di Mo Yan. E rifuggivo dal compito. Così come sono finora fuggita dal “rischio” di leggere altro di questo autore. Strana cosa. Anche perché leggere questo romanzo è stato, nel ricordo come nella rilettura, un’esperienza impagabile per intensità.

Tant’è che, mentre d’abitudine, quando un libro mi assorbe tanto quanto questo, la sua rilettura, senza soluzione di continuità, è per me la regola –  non lascio il libro, mi ritrovo a rileggerne pezzi, a saltare da un punto all’altro e, infine, a rileggerlo daccapo – in questo caso non è stato così. Dopo la prima lettura sono quasi fuggita da una intensità che chiedeva un suo tempo per venir assorbita; anche da una fatica, che il libro richiede, per la lunghezza, per la complessità della storia, con i suoi personaggi, i nomi difficili da memorizzare, i fatti, storici, sottesi agli avvenimenti, che fanno da supporto alla fantasia – e che costituiscono, volendo, ma non necessariamente, il tema del libro. Il libro peraltro è adeguatamente fornito di un glossario dei nomi.

Stefano Merenda, “Il tempio della piccola foresta“, Algra editore 2016

Da tempo desideravo proporre questo libro; un romanzo di formazione che si legge con piacere e interesse, merito anche di una scrittura scorrevole e pulita che consente al lettore di immergersi in una storia e empatizzare con il protagonista, seguendone la vita e le peripezie, senza far caso al narratore.

In questo libro la scrittura di Stefano Merenda si rivela efficace, capace di trattenere chi legge – meglio: chi ascolta – bilanciando lo svolgimento di un intreccio, la caratterizzazione dei personaggi – centrale, con Shui, l’amico/antagonista Chen –  con il racconto del percorso di formazione del protagonista, avviato dalla famiglia ad apprendere le arti marziali nel Monastero buddista Shaolin, nella relazione con il suo Shifu (padre, maestro), il monaco Shi De Zeng.