Le streghe di SmirneIn questo blog, propongo i libri che, nuove o vecchie letture che siano, ritengo imperdibili e che, per quel percorso, di cui abbiamo già parlato, attraverso il quale un libro ne chiama un altro, si autopropongono alla mia voglia di leggere.

Nel frattempo, qualcosa acquisto, qualche altro libro attira la mia attenzione, e inizio altre letture che, talvolta, non spesso, restano incompiute: il libro non mi piace, non incontra il mio momento per essere letto, tradisce aspettative, giuste o sbagliate che fossero.

La natura diacronica della coscienzaNell’ultima settimana ho fatto una (falsa) partenza verso una attesa gita in libreria: programmato un tempo idoneo e partita, ne sono tornata delusa, con due soli libri in mano: un romanzo dal titolo accattivante “Svegliamoci pure ma a un’ora decente”, di Joshua Ferris (giovane autore a me sconosciuto), editore Neri Pozza, e un libriccino “La natura diacronica della coscienza” di Julian Jaynes: un piccolo Adelphi di colore blu, un trentina di pagine.

Il romanzo mi era parso corrispondere alla mia idea di leggerezza e qualità; la quarta di copertina confermava positivi, anzi entusiastici, giudizi.