Non ho dimenticato il mio proposito (qui) di tematizzare la narrativa per ragazzi – giovani – adolescenti; e sono giunta a una piccola, molto provvisoria, scelta, che lascia aperta tutta la grande difficoltà di discriminare una classe di età sempre più incerta, che si sta estendendo a rubare, da un lato, una quota di infanzia ai nostri bambini mentre dall’altro pare aver termine, per molti, per troppi, con l’entrata, ferocemente negata, nell’età anziana, a talloni puntati, scuotendo la testa e dicendo forsennatamente di no. Pietoso.

Avevo preannunciato (si fa per dire) il tema qui, continuando ad accennarvi qui; ed è almeno un mese che rimugino, scrivo, elimino. Con poco risultato.

Non so voi; io, trovo molto difficile mettere a fuoco cosa si intenda quando si parla di “Narrativa per ragazzi”: mentre lascio, fino ad un certo punto, inesplorato il mondo della “Narrativa per l’infanzia” e per la “prima infanzia”, senza peraltro porre confini a queste fasi, diverse da bambino a bambino.