Riprendo da qui, dall’aver scritto, non molto tempo fa: “Posso dire che, in questi giorni, non ho voglia di leggere? Non sarebbe la verità, direi una bestemmia, pur trovandomi di certo preda di qualcosa che un po’ somiglia a un’asserzione tanto balorda. …Potrei rovesciare i termini e dire che non ho voglia di scrivere, anche se pure questo non è vero. Sto scrivendo, infatti… (qui)

È stato il momento in cui mi sono imbattuta nel libro (che stava attendendo, quasi dimenticato) di Albinati: “Oro colato. Otto lezioni sulla materia della scrittura.”

Al solito. Mi sono entusiasmata, l’entusiasmo si è un po’ ridimensionato, per stabilizzarsi ad un apprezzamento nei giusti confini del tutto.

Edoardo Albinati

Posso dire che, in questi giorni, non ho voglia di leggere? Non sarebbe la verità, direi una bestemmia, pur trovandomi di certo preda di qualcosa che un po’ somiglia a un’asserzione tanto balorda. Con una tale affermazione mi troverei, credo, nel campo del verosimile, che per definizione è <non vero> e tuttavia implica una forma di rapporto con la verità.

Potrei rovesciare i termini e dire che non ho voglia di scrivere, anche se pure questo non è vero. Sto scrivendo, infatti, ed è ciò che, in questo momento, voglio fare; oserei dire persino che ne sento l’urgenza. Perché ho qualcosa da dire? Ecco, no, non proprio.

snoopyÈ stato decretato, pochi giorni fa, il libro vincitore del Premio Strega 2016: si tratta di «La scuola cattolica», di Edoardo Albinati, pubblicato da Rizzoli. Senza veri avversari, dicono.

Ecco un autore di cui non ho letto nulla, anche se il suo nome e alcune cose che ha scritto mi sono note, per sentito dire; così come avevo (come abbiamo) sentito parlare di questo suo libro-monstre, incentrato sul delitto del Circeo, e non solo.