Avevo raccontato, nel precedente “Avviso” (qui), l’uscita, in e-book, di una mia lunga fiaba per bambini: esito di attività nonnesche che, forse, sono state semplicemente, se non un alibi, il detonatore di un interesse che avevo sempre avuto e, stranamente, mai in precedenza messo a fuoco.

Il Paese di Chebello”, di cui avevo dato notizia a febbraio, era un e-book che ancora non disponeva della versione cartacea; e avrebbe dovuto esser seguito da una seconda fiaba, un seguito della prima – “La casa dello gnomo: nel Paese di Chebello” – in ottemperanza a una richiesta nipotesca da me subito colta: e dunque sono seguiti il secondo e-book e il secondo cartaceo.

Anche in questo caso il titolo è fuorviante: più che mai. Lo uso, per assenza di alternative valide. Perché ho qualcosa, di personale, da raccontare.

È uscito in e-book una mia <fiaba-racconto lungo>, che ho scritto per i miei primi due nipoti – un tempo era stata una fiaba per i miei figli; ma le nonne funzionano meglio, in queste cose; con maggior professionalità.

“Il Paese di Chebello” era stata, a modo suo, un fiaba ecologista ante litteram. Oggi, è scritta per la lettura da parte dei nonni e dei genitori a bambini abbastanza grandi per desiderare, ed essere avviati, a testi più lunghi della fiaba classica; per essere letti a brevi puntate; o perché bambini in prima età scolare inizino a misurarsi con la lettura autonoma.

Età consigliata: 5 – 9 anni: un’età in cui c’è ancora il bisogno-piacere di incontrare la fiaba e la magia; quando i più grandicelli desiderano ancora, magari in privato, regredire un po’; quando c’è il bisogno-desiderio di incontrare storie appena un po’ più articolate senza, per questo, abbandonare la fatina dei denti – per allontanare il sospetto, ormai una quasi certezza faticosamente negata, dell’esistenza di Babbo Natale & co.