Massimo Roscia, “La strage dei congiuntivi”, Èxòrma 2014

Avevo già accennato (qui) a questo romanzo che ora propongo in quanto, in modo solo apparentemente anomalo, lo ritengo particolarmente adatto al periodo natalizio; adatto ad esorcizzare, fantasmaticamente attuandola, una certa voglia omicida che…

Ora che il Natale è alle nostre spalle (non del tutto, permangono pastori in viaggio in attesa dei Re Magi, buoni ultimi; e della Befana, per i più piccini) lo possiamo dire: il Natale è un periodo ben strano, un periodo in cui chi ha bambini si salva, almeno in parte ma, per tutti gli altri (e per come vanno le cose in questo nostro disgraziato mondo), non c’è protezione.

Posso dire che vivo giorni di lettura faticosa? Che necessitano di venir alleggeriti?

In corso di lettura diurna sta, formalmente al primo posto, Le benevoledi Jonathan Littell (lettura che proseguo, temo, con interruzioni e lentezza, forse più per cocciutaggine che per convinzione: ma non è ancora maturo il momento per parlarne).

Le interruzioni sono dedicate alla lettura di un vecchio Adelphi, frutto di un corposo e vario bottino, acquisito in quel di Parma, al “Libraccio”, un luogo che mi conduce a perdere di vista le finanze familiari per non dire del tempo di vita necessario a usufruire del bottino stesso.

Thekla Clark, “Mio due, mio doppio. Storia di W. H. Auden e Chester Kallman”, Adelphi 1999