bibliotoca casaFine e inizio anno con molte letture, soprattutto con belle riletture. Inizio anno anche, come accade sempre, con la voglia, il bisogno, un po’ confuso, di cambiare qualcosa, di rinnovare qualcosa.

Per me, in questo momento, bisogno totalmente ingiustificato, poiché sono reduce da alcuni mesi travolti da una ristrutturazione di casa, vecchie tubature e affini, il che giustifica, dovrebbe giustificare, il desiderio di dire adesso basta cambiamenti, voglio star tranquilla.

Non so se è chiara l’implicazione di questa cosa, e come a suo modo abbia a che fare con queste pagine e queste chiacchierate: per un periodo di oltre tre mesi, tutti i miei libri, salvo un consistente mucchietto messo in salvo per rimanere a mia disposizione, sono finiti in un triste e oscuro deposito, con mobili, guardaroba, suppellettili, cianfrusaglie e tutto ciò che riempie una casa.

L'odio è antiquatoGünther Anders, “L’odio è antiquato”, Bollati Boringhieri 200″

Lei non odia niente?”
“Certo – rispose Zenone. – Qualcosa sì”
“E cosa?”
“L’odiare”
“E nient’altro?”
“Qualcos’altro.”
“E cosa?”
“L’essere, comunque, costretto ad odiare.”

Un libriccino. Ottanta pagine totali, per un pensiero che, liscio liscio, non lascia scampo.

Oggi è il 25 aprile, e mi vien da pensare che onorare la Resistenza richiede anche l’impegno in un forte pensiero sull’oggi, su ciò che ancora ci trasciniamo da allora e su ciò che, in un mondo diverso, è il volto attuale del pericolo, pena l’ipocrisia magari involontaria del non aver voglia di capire (ancora una volta).