Mi ritrovo ad avvicendare il punto d’accesso ai giorni che il mondo sta vivendo, travolta dall’impossibilità di costruire […]
Ucraina
Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso quelli che […]
Paolo Rumiz, “Come cavalli che dormono in piedi”, Feltrinelli 2014
“CHE I VOSTRI MULINI TORNINO A MACINARE, CHE I VOSTRI OCCHI SPLENDANO DI NUOVO, CHE LE VOSTRE FALCI DI NUOVO RISUONINO E DI NUOVO CANTINO LE VOSTRE DONNE”
Questa iscrizione si trova sulla lapide che orna la sepoltura di un soldato russo, in uno dei quattrocento cimiteri austroungarici di guerra della Galizia, in Polonia, curati dalla Croce Nera d’Austria, l’organizzazione che si occupa di curare i luoghi in cui sono sepolti soldati austriaci. E la Galizia, nei primi sei mesi di guerra, è stata il teatro di uno dei più grandi massacri di quella guerra.