A pesca nelle pozze più profonde, Paolo CognettiPaolo Cognetti, “A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, Minimum Fax 2014.

 

Mio marito mi regalò una scopa per Natale. Nessuno può convincermi che fosse un pensiero gentile.” (Grace Paley, “Un interesse nella vita”, in “Piccoli contrattempi del vivere”).

Di mattina lei mi versa il whisky sulla pancia e se lo lecca tutto, di pomeriggio cerca di buttarsi dalla finestra.” (R. Carver, “Gazebo”, in Principianti)

In autunno c’era ancora la guerra, però noi non ci andavamo più” (E. Hemingway, “In un altro paese”, in: “I quarantanove racconti”).

Le streghe di SmirneIn questo blog, propongo i libri che, nuove o vecchie letture che siano, ritengo imperdibili e che, per quel percorso, di cui abbiamo già parlato, attraverso il quale un libro ne chiama un altro, si autopropongono alla mia voglia di leggere.

Nel frattempo, qualcosa acquisto, qualche altro libro attira la mia attenzione, e inizio altre letture che, talvolta, non spesso, restano incompiute: il libro non mi piace, non incontra il mio momento per essere letto, tradisce aspettative, giuste o sbagliate che fossero.

Paolo Zatti - Treviso, Le mura di Novembre
Paolo Zatti – Treviso, Le mura di Novembre

C’è davvvero un po’ di nebbia, non ho le idee molto chiare. Che faccio? Continuo il discorso sui due libri di Franco Lo Piparo? Meglio, su “Il professor Gramsci e Wittgenstein”? Che è quello, diciamo così, di contenuto? Mi trovo a usare lo scrivere per pensare, talvolta funziona, almeno per me. Per chi non lo fa, provare per credere. Non come regola naturalmente. Di regola, è meglio sapere prima cosa si vuol scrivere.

No, credo che Gramsci vada brevemente interrotto, il suo posto è nel contesto di “Filosofia e dintorni” e mi pare un po’ pesante, oltre che prematuro, continuare oggi su quella pagina (magari qualcuno ci vuole pensare ancora un momento e trovar qualcosa da suggerire).