Il Regno, Ennanuel Carrère“(…) a pensarci, è curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca o alle favole (…) un sacco di persone credono a una storia altrettanto assurda senza per questo essere considerate matte. Vengono prese sul serio anche da chi non ne condivide la fede. (…)La loro fisima convive con attività assolutamente ragionevoli. Le più alte cariche dello Stato rendono visita al loro capo assumendo un contegno deferente. E’ per lo meno strano, no?”

Chi parla è Patrick Blossier, fotografo con cui Carrère, che è anche regista e sceneggiatore, aveva lavorato e a cui, nel corso di una cena tra amici, raccontava il proprio progetto: scrivere, svolgere una ricerca, sugli inizi del cristianesimo.

“Sì, non c’è dubbio, è strano”, risponde Carrère.

NativesHo terminato la lettura di: Emmanuel Carrère, “Il Regno“, Adelphi 2015. E no, questa non è la recensione, non ancora. Per il momento, è una chiacchierata dato che, nell’ultima, non ho scritto dei libri in corso o in attesa di lettura (stavo finendo di leggere Carrère).

Era da un po’ che, in libreria, questo libro mi veniva tra le mani, per poi venir lasciato. Mi veniva tra le mani, penso, in quanto edizione Adelphi – la mia libreria ne contiene una più che buona serie, sono libri di cui mai acquisterei l’e-book, nemmeno nella forma ‘prima leggo poi, se il libro mi sarà piaciuto, acquisterò il cartaceo’. Sempre a proposito di editoria, ci sono case editrici alle quali si è affezionati, per la qualità delle proposte, perché il catalogo ci corrisponde, per la forma, la copertina, la carta, la stampa: è ancora così, e spero continui ad esserlo.