Premessa a:

Rovelli Carlo, “L’ordine del tempo”, Adelphi 2017

(Orazio, “Odi ed Epodi”, Feltrinelli, zoom Poesia)

 

È stato un po’ di tempo fa, era il febbraio dello scorso anno, quando ho proposto un piccolo Adelphi di Carlo Rovelli, “Sette brevi lezioni di fisica”, (qui) e ora ho atteso prima di proporre questo suo nuovo lavoro. Ci sono libri che richiedono riposo, dopo averli letti, e tempi lunghi per affrontarne un seguito: ed è questo il caso.

L’estate è finita. Si ritorna a casa.

Da mesi mi trovo spesso, felicemente, lontana da casa, salvo sporadici rientri; ed è ora il tempo del ritorno, del riprendere una vita regolare, magari non troppo a lungo; e di ripensare scelte e proposte di lettura che, nell’immaginario, rispondano ad un “discorso” che presenti una certa coerenza, pur senza esagerare. Ho voglia di approntare una qualche forma, anche, di studio, un dove mettere la testa a dipanare qualche gomitolo dopo aver giocato, lungo tutta un’estate, ad aggrovigliarli, a mischiare colori, come un gatto nel cestino delle lane.

Carlo Rovelli, «Sette brevi lezioni di fisica», Adelphi

Sette brevi lezioni di fisica«Noi, esseri umani, siamo prima di tutto il soggetto che osserva questo mondo, (…). Siamo nodi di una rete di scambi, di cui questo libro è un tassello, nella quale ci passiamo immagini, strumenti, informazione e conoscenza. Ma del mondo che vediamo siamo anche parte integrante, non siamo osservatori esterni. Siamo situati in esso. La nostra prospettiva su di esso è dall’interno. Siamo fatti degli stessi atomi e degli stessi segnali di luce che si scambiano i pini sulle montagne e le stelle nelle galassie»

Sul mio tavolo ci sono un pacchetto di libri, che ho acquistato, che ho scelto. Che desidero leggere, che mi corrispondono, almeno credo. Pure, forse un articolo particolare letto, forse il bisogno di riposare la mente su qualcosa che permetta al quotidiano di prendere un’altra dimensione, ed ecco che nelle mani ho un altro libro, di altra area. Mi incuriosiva da tempo, per la verità.