Come detto nell’ultimo post, a proposito del farsi indicare la strada per la lettura, di libro in libro, dall’autore di turno sono transitata, direttamente, da “Una vita da libraio” di Shaun Bythell (qui) a Letteratura palestra di libertà. Saggi sui libridi George Orwell che contiene, tra altri saggi, anche il breve “Ricordi di libreria”.

Ho scoperto un George Orwell che non conoscevo.

Il tema librerie, la paura di perderle, di vederle chiudersi, o snaturarsi, come in parte è già avvenuto/sta avvenendo, continua ad essere nei miei pensieri.

Oggi sono andata ad acquistare la copia cartacea del libro che sto leggendo in e-book e di cui dirò; e di cui tutto mi sogno fuorché di avventurarmi in una recensione.

Si tratta di un libro per il quale non ve ne è la necessità. Un libro, una storia, fatta a suo modo. E imperdibile. Che mi era sfuggita.

“Una vita da libraio”, di Shaun Bythell, Einaudi 2018.

Charlotte Perkins Gilman, “Terradilei”, La Vita Felice 2015

A cura di Franco Venturi

Un libro particolare. Che vale davvero una buona lettura. Un libro “divertente ma inquietante”, ne scrive la professoressa Mary Beard, in un suo articolo per la London Rewiew of Books, riportato nel numero del 31 marzo 2017 di “Internazionale”

Incontro, dunque, per la prima volta Charlotte Perkins Gilman, autrice e studiosa americana, vissuta a cavallo tra ‘800 e ‘900, che ci ha lasciato molte opere delle quali un certo numero tradotte e pubblicate in italiano.

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Isaac Asimov

Da un po’ di tempo sto interessandomi al genere che, incongruamente, accomuna fantasy, fantascienza, romanzi distopici. Spulcio autori che non conosco, cullo ipotesi di riletture tra le quali non so scegliere, confrontando ricordi di grande fascinazione al tempo in cui li ho letti; desiderando, e temendo, la rilettura, per il timore di restare delusa. Da me, intendo, dalla qualità del mio ascolto, oggi, di quei libri.