Un cigno selvatico, Michael CunninghamMichael Cunningham, «Un cigno selvatico», La nave di Teseo 2016

con illustrazioni di Yuko Shimizu – Traduzione di Carlo Prosperi

 

Difficile, davvero, parlare di questo libro – facilissimo e travolgente leggerlo.

Salvo poi trovarsi alle prese con un sentimento di imbarazzo: su di noi, su quel che di noi e dei nostri castelli in aria ci è stato mostrato; consolati tuttavia dal riconoscere, dentro racconti che contengono un nostro irriverente rispecchiamento, un’umanità  degna di una  profonda anche se perdente simpatia; un’umanità fragile, persino spiacevole, per niente corrispondente a come ognuno di noi pensa/desidera/sogna di poter essere; con, tuttavia, aspetti di eroismo della quotidianità che oltrepassano  i falsi sogni di grandezza mitizzata e fasulla.

Eric-Emmanuel Schmitt, «Piccoli crimini coniugali», E/O 2006

Traduzione di Alberto Bracci Testasecca

 

Piccoli crimini coniugaliIl dove e il quando si legge sono elementi essenziali del contratto tra libro e lettore. E il tempo di vacanza, in cui si mutano i propri ritmi e vengono dismesse le occupazioni abituali, porta a variazioni nelle scelte di lettura. Si opta per una parentesi, dentro la quale si porranno contenuti adatti a ore distratte.

Così, tra letture un po’ svagate, ho riletto un racconto-commedia che, nella sua levità, ha portato a riflessioni sul tema della famiglia, oggi all’attenzione di tutti e su cui, credo, ognuno di noi ha maturato, e si tiene stretta, una fermissima opinione in procinto di venir rapidamente mutata.

Dunque, con la testa ancora in vacanza, e letture meditate in leggerezza, oggi, qui, ondivagherò alquanto (direi che il verbo ‘ondivagare’, se proprio si deve farlo, si usa solo all’infinito, ma mi piace usarlo così).

Michael Cunningham, “Le ore”, Tascabili Bompiani 2012, XIV Edizione

Cunningham scrive un libro che riecheggia, anche nello stile, come un omaggio, “La signora Dalloway”, il primo dei quattro grandi romanzi della produzione centrale di Virginia Woolf (seguiranno “Gita al faro”, “Le onde” e “Tra un atto e l’altro”, ultimo della sua vita, al termine della cui scrittura Virginia si suiciderà e che sarà pubblicato postumo).