la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Settembre (segue): Questa vuole essere una libreria

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Charles M. Schultz, Piperita Patty e Marcie. Fonte: internet

Questa è una chiacchierata a sé. O vogliamo dire un Intermezzo. In ogni caso, un po’ fuori tema. Ho di fronte a me un bel gruzzolo di libri da leggere, e tra questi certamente alcuni da recensire: mi prendo dunque del tempo per fare il punto su questo blog, che sono determinata a sviluppare, forte anche dei pochi ma buoni followers che lo seguono (si dice “followers”, vero? Sto imparando, sono costretta ad imparare linguaggi che non mi erano abituali, ma si fa tutto quel che serve, sperando di non sbagliare troppo)

Mi rendo conto che è un po’ arrischiato, da parte mia, prendere di petto i lettori (ci siete, non folle oceaniche ma assicuro che ci siete, anche se un po’ zitti zitti), e correre il rischio di non avere risposta, ma è necessario che io ci provi. Da dove posso partire?

Ho utilizzato del tempo per rivedere gli autori e i libri recensiti, gli autori e i libri citati, e consigliati. Era un’informazione già in mio possesso, direte? Nossignori, non proprio. Io infatti scelgo i libri in base al fatto che piacciono a me e in base al fatto, credo, mi pare, che uno tira l’altro, per analogia e/o per opposizione. Non ho, almeno fin qui (ma non ci saranno grandi cambiamenti in questo senso) valutato la “popolarità” del libro che propongo: ne ho valutato la qualità, oggettiva, ritengo: che poi piacciano, è altra cosa. Sono le <mie> scelte di lettura; sembra abbiano una caratteristica random, ma sospetto esista un filo conduttore: ci dovrò riflettere e trovarlo.

In ogni modo, è certo che, ad oggi, la libreria è dotata ancora di pochi libri e può essere considerata solo una stanzetta per pochi intimi, ma – a me pare – si sta sviluppando con la stessa logica con cui si arreda una casa, dove i pezzi vengono scelti uno ad uno, e ogni pezzo che segue lo fa orientato da quello che c’è già. Alla fine, si avrà una coerenza, tra la casa e chi la abita, che può derivare solo da un lavoro in progress.

Quando (notare: “quando”, non “se”) questa libreria diventerà grande voglio che sia bella, con un catalogo speciale, fatto da libri amati, e perché no, facenti parte di un insieme denominabile: voglio dire che, magari, chi legge saprà quale tipo di libro potrebbe trovare recensito qui e quale no; quale tipo di chiacchierata e quale no, quali filoni narrativi e quali no: cose così.

Mi ero data un obiettivo: i miei primi cento libri (d’accordo, a questa velocità mi ci vorrebbe almeno un altro anno se non di più: troppo. Assicuro tuttavia che la velocizzazione del tutto è già in corso).

Ma il progetto originale prevedeva una seconda fase, che mi par bene avviare dato che non si sta avviando da sé. E forse dovrò trovare un modo, vorrei dire grafico, per richiamare il progetto stesso (imparare come si fa! Imparare come si fa! Date consigli! Sono una evidente dilettante dello strumento Blog: ma non intendo rimanere tale per sempre!).

Dunque, per ora uso questo spazio per ri-postare (si può dire così?) una parte di quanto ho scritto nella presentazione di questo blog. Il pezzo si chiama Benvenuti in libreria”.

(…) Qui può, tuttavia, esserci un tempo condiviso tra chi sceglie libri, il cui acquisto fisico avverrà altrove, nei diversi modi che oggi ci si offrono, e qualcuno che propone una scelta di libri di cui condividere la lettura. Qui vuole esserci una libraia, qualcuno che, leggendo, ti dice del libro che ha letto, ne parla con te, si chiede se potrà appartenerti o a quale momento del tuo leggere potrà rispondere.

Per questa via, potrebbe nascere una piccola comunità di gente che, ognuno libraio per l’altro,  valuta, condivide, indirizza, commenta: tutte cose senza le quali si perde molto della lettura di un libro, che è relazione, che necessita di condivisione nel dialogo tra lettore e lettore, non solo tra un lettore e il suo libro.

La libreria nascerà a partire da un libro, che verrà proposto o, perché no, sconsigliato. I libri diverranno due, tre, quattro, cento e la libreria crescerà, sperando di arricchirsi di dialogo e proposte e recensioni di altri con cui sviluppare un confronto, pareri diversi, scambi: sui libri che ciascuno legge, anche ma non primariamente sulle novità e, perché no, sulle riletture.”

Ecco dunque il tema:

  • Ci sono i commenti alle recensioni proposte che latitano, mentre le stesse risultano lette. E dunque: significa, credo, che recensisco libri che, chi legge, non ha ancora letto e posso sperare che, dalla recensione, che serve anche a questo, derivi la scelta di leggere/non leggere quel libro. Se la recensione porterà a leggere il libro proposto, sarò grata a chi me lo dice, confermando o confutando la mia valutazione: servirà a capire e eventualmente orientare le mie scelte.
  • C’è il progetto iniziale del blog, che prevede la scrittura da parte di altri lettori, e dunque:

Questo blog è aperto a chi voglia proporre, recensendolo, un libro – aprendo anche eventualmente una nuova categoria, o semplicemente inserendosi nelle categorie proposte. Questa Libreria non vuole essere la <mia> libreria, ma una libreria <condivisa>.

I criteri sono semplici:
• Una recensione dovrà essere approvata da chi scrive sul blog: e dunque, ora, solo da me, poi da noi due, poi da noi tre… Va bene?
• Le recensioni dovranno mantenere lo standard attualmente in uso: minimo una cartella (600 parole) massimo una cartella e mezza (900 parole);
• Ci sarà, ovviamente, la firma di chi scrive;
• Su queste regole (minime), tuttavia, se si creerà un piccolo gruppo, la discussione potrà essere aperta.

BUONA SCRITTURA  A TUTTI!

Ivana Daccò

2 commenti su “Settembre (segue): Questa vuole essere una libreria

  1. ancilla
    settembre 12, 2014

    Mi sembra importante rilanciare la libreria virtuale anche come spazio di scambio. Per esempio non mi era così chiaro che qualsiasi lettore anche non particolarmente abituato alla critica letteraria potesse recensire un libro che magari poteva non adattarsi alla specifica fisionomia della libraia che ha un suo profilo di proposte, mai banali, alcune un po’ di nicchia. Quindi ottima cosa riscrivere ciò che fin dall inizio era stato comunicato.
    Dio dammi più tempo mio per leggere e scrivere!

    Mi piace

    • Ivana Daccò
      settembre 12, 2014

      Il tempo è una importante variabile, ma il tempo si ha necessariamente, non fosse altro perché il nostro tempo siamo noi, i nostri pensieri e il nostro/loro bisogno di essere espressi e avere vita. Certo, non necessariamente si deve farlo con lo strumento della condivisione di una lettura, ma è un grande strumento, quasi necessario, io credo, a chi legge. Per questa via i libri prendono vita e la restituiscono, legandosi ad ognuno e a tutti in molti modi. Leggere ci cambia e il nostro cambiamento porta cambiamenti, si riflette all’esterno.Nessuno legge lo stesso libro, e il libro vive nel moltiplicatore del confronto.
      Devo fermarmi, mi pare evidente. Grazie del commento

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 11, 2014 da in Parliamone con tag , .

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