Madame BovaryChiusi i giorni pasquali – e le festività, gli amici, la famiglia, le gite fuori porta – mi trovo alle spalle una settimana che vorrei chiamare ‘di non lettura’: non perché nelle mie mani non siano passati libri, questo no, ma perché ho scelto di non dedicarmi con attenzione a un libro e di riservare la lettura, unicamente serale, al divagare, spiluccando cose diverse.

Mi sono goduta pezzetti di libri che qualcosa richiamava alla mente, letture brevi, e sì, ho anche proseguito, la lettura di «Lettere dalla Siria», Freya Stark, una-due lettere alla volta, senza fretta, che sarebbe il modo giusto di leggere una corrispondenza; nel frattempo il postino ha consegnato, dell’autrice, «Effendi», impossibile non leggerne qualche pagina (ed è stato stupore, ma ne dirò, penso, più avanti).

A pesca nelle pozze più profonde, Paolo CognettiPaolo Cognetti, “A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, Minimum Fax 2014.

 

Mio marito mi regalò una scopa per Natale. Nessuno può convincermi che fosse un pensiero gentile.” (Grace Paley, “Un interesse nella vita”, in “Piccoli contrattempi del vivere”).

Di mattina lei mi versa il whisky sulla pancia e se lo lecca tutto, di pomeriggio cerca di buttarsi dalla finestra.” (R. Carver, “Gazebo”, in Principianti)

In autunno c’era ancora la guerra, però noi non ci andavamo più” (E. Hemingway, “In un altro paese”, in: “I quarantanove racconti”).

Un albero cresce a BrooklynQuest’anno, l’arrivo del nuovo anno mi fa uno strano effetto: la voglia di ripensare vecchi libri, di un salvataggio della memoria, delle letture che hanno accompagnato i miei anni di crescita, di gioventù, di libri che si sono o non si sono salvati. Senza, necessariamente un vero desiderio di rilettura e, anzi, con il desiderio di nuove letture, di esplorare altro. Come se volessi una base, un punto di partenza.

Nuovo anno nuove letture? E’ un fatto, il passaggio dal 31 dicembre al 01 gennaio, porta tutti nel girone infernale dei buoni propositi, che sono sempre propositi di cambiamento. Porta ad iniziare un nuovo conteggio sul come andrà il nuovo anno, mentre di nuovo c’è solo un altro giorno.

J. Mainard Keynes. Speranze tradite 1883 - 1920Ho infine ho compiuto la mia gita in libreria in modo soddisfacente. Si trattava di scegliere una libreria, se vogliamo definirla così, di nicchia, pregevole: Editrice SS Quaranta di Treviso. Ne ho ricavato un bottino originale. Val la pena di farne la storia, partendo da una premessa: questa libreria tiene anche vecchie scelte edizioni di libri che non si trovano più, o si trovano con difficoltà, o sono edizioni fuori commercio.

Entro nella libreria, che è molto piccola, per cui si incontra immediatamente il banchetto dei libri: e infatti l’occhio trova subito un bel volumone, Bollati Boringhieri, 500 pagine, sovracopertina bianca, titolo “John Maynard Keynes. Speranze tradite. 1883 – 1920” di Robert Skidelsky. E in questi giorni io sto leggendo, di Keynes,Il grande crollo”: lettura pomeridiana, di grande soddisfazione.