la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Letture di dicembre

J. Mainard Keynes. Speranze tradite 1883 - 1920Ho infine ho compiuto la mia gita in libreria in modo soddisfacente. Si trattava di scegliere una libreria, se vogliamo definirla così, di nicchia, pregevole: Editrice SS Quaranta di Treviso. Ne ho ricavato un bottino originale. Val la pena di farne la storia, partendo da una premessa: questa libreria tiene anche vecchie scelte edizioni di libri che non si trovano più, o si trovano con difficoltà, o sono edizioni fuori commercio.

Entro nella libreria, che è molto piccola, per cui si incontra immediatamente il banchetto dei libri: e infatti l’occhio trova subito un bel volumone, Bollati Boringhieri, 500 pagine, sovracopertina bianca, titolo “John Maynard Keynes. Speranze tradite. 1883 – 1920” di Robert Skidelsky. E in questi giorni io sto leggendo, di Keynes,Il grande crollo”: lettura pomeridiana, di grande soddisfazione.

Non ci poteva essere dubbio, quel libro era per me. Io amo molto le biografie, e questa è qualcosa di più, è la biografia di un’epoca e di un ambiente, la Cambridge di inizio novecento, il gruppo degli Apostoli, Bloomsbury. Una meraviglia. Perché non avevo già in casa questo libro? Ora, si sommerà a quello che sto leggendo e, se ci sarà recensione, dovrà aspettare.

Come in tutte le biografie che si rispettino, inoltre, contiene una bella serie di foto: quando un libro è corredato da foto, per quanto mi riguarda, si è già fatto acquistare. Edizione 1989. Nuovo. Perfetto. E a basso costo, che non guasta.

Poi, ho trovato un interessante, e per me pressoché inutile, piccolo Adelphi 2013 – “Storia dello spirito tedesco nelle memorie di un contemporaneo” di Giorgio Pasquali, un testo nel quale il filologo italiano ripercorre le “Memorie” dell’archeologo tedesco Ludwig Curtius (Deutsche und antike Welt: Lebenserinnerungen, Stoccarda 1950) intessendovi proprie memorie e riflessioni sulla nostra società degli anni ‘50. Questo testo tratta argomenti per me piuttosto ostici, ma che mi affascinano: mi ha attratto e ho trovato la scusa: so a chi regalarlo, collocandolo così al suo giusto posto (non prima di averlo, almeno per quanto possibile, letto).

Si sono aggiunte due altre piccole strane voglie. Una copia di “Cronache marziane” di Ray Bradbury, e una copia di “Per chi suona la campanadi Ernest Hemingway.

Cronache marziane”, di Ray Bradbury, è un libro che già possiedo in una semidistrutta edizione economica e che dunque mi fa piacere duplicare con una copia addirittura più vecchia ma decisamente meglio conservata: Mondadori, Medusa, copertina verde telata, rigida, settembre 1954. La precedente proprietaria ha vergato il proprio nome attraverso la prima pagina, e ora io ho aggiunto il mio. Per chi non avesse mai letto questo libro, è una delle cose più belle che siano state scritte. Di Bradbury, solitamente, si ricorda (e forse ancora si legge) “Fahrenheit 451”: un libro interessante, che ha a suo pro l’aver, scusatemi il termine, ‘indovinato’ il tema, ed essere stato scritto in un momento in cui erano ancora nella memoria collettiva i tragici roghi di libri del maggio 1933 in Germania. Il libro è stato editato nel 1953, la guerra era finita solo da otto anni; è un bel romanzo ma, almeno per me, non è stata una lettura da ripetere. “Cronache marziane” è altra cosa. E’ sogno, è visione.

Quanto a “Per chi suona la campana” si tratta di un libro che avevo perduto, era parte della biblioteca di casa quand’ero bambina e non c’è più. Dunque, desideravo riaverlo. Anche in questo caso, Mondadori, stessa collana, ma con copertina cartacea, 1948. Un po’, abbastanza, consumato, come giusto.

Per chi suona la campanaLa mia prima lettura di questo romanzo risale a quando avevo circa quindici o sedici anni, ed è stata passione, anche perché, pur avendo avuto una madre che non conosceva il significato del termine censura, all’epoca era un libro dal sapore proibito per una ragazzina, e che avrebbe richiesto maggior maturità anche per la comprensione dei fatti narrati – la guerra civile spagnola, le operazioni di guerriglia in montagna e altro. Nel mio ricordo è una storia di “partigiani in montagna” (ero molto vagamente informata, credo, su chi fosse Francisco Franco) ma per me, a quell’età, è stata soprattutto la storia d’amore di Robert e Maria. Varrebbe dunque la pena di rileggerlo. E forse lo rileggerò. Ciò che tuttavia non ho più dimenticato, e che ho conosciuto con questo libro, è la Meditazione XVII di John Donne, posta in esergo, il cui ultimo verso dà il titolo al libro: scritta nel XVI° secolo, da allora mi ha accompagnato, sia per il concetto che esprime sia per quel riferirsi all’Europa – niente a che fare con il nostro (perduto?) sogno europeo, ovviamente, e purtuttavia l’ho sempre sentita evocativa. Quando capita l’occasione non riesco a non condividerla.

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; / ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. / Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, / l’Europa ne sarebbe diminuita, / come se le mancasse un promontorio, / come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, / o la tua stessa casa. / La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, / perché io sono parte dell’umanità. / E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: / essa suona per te” (J. Donne, Devozioni per occasioni d’emergenza, Meditazione XVII)

Naturalmente, il pensiero va anche a Thomas Merton, e al suo “Nessun uomo è un’isola”. Il testo di Donne è davvero evocativo.

Concludendo: Ho portato a casa anche altri due libri, Edizioni SS Quaranta, dai quali mi aspetto una piacevole lettura: “Sul Grappa dopo la vittoria“, di Paolo Malaguti, storia di un recuperante, e “Chi abita la villa” di Elio Bartolini, consiglio-regalo del libraio.   Ne parlerò prossimamente.

Nel frattempo, sto rileggendo “Una stanza tutta per gli altri”, di Alicia Giménez-Bartlett, Sellerio 2006. L’autrice ha tratto, dai diari di Nelly Boxall, domestica nella casa di Virginia Woolf per quasi vent’anni, uno sguardo sulla vita di Virginia dotato del realismo della quotidianità, e uno sguardo sul gruppo di Bloomsbury, e sulla vita delle donne e dell’epoca – sono gli anni che vanno dalla prima guerra mondiale alla morte di Virginia Woolf, nel 1941 – che consente di vedere quel mondo e quelle persone senza lo schermo della celebrazione che ne distorce la concretezza. Come sempre la rilettura è migliore della prima lettura. Sarà la prossima recensione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog che seguo

Follow la libraia virtuale on WordPress.com

Archivi

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. I contenuti sono di proprietà di lalibraiavirtuale.com salvo diritti di terzi. Alcune foto pubblicate sul blog sono state prese da internet e valutate di pubblico dominio. Se ritenete che la pubblicazione di qualsiasi foto leda i vostri diritti vi invitiamo a scriverci a lalibraiavirtuale [at] gmail [dot] com indicando il materiale di cui chiedete la rimozione. Rimuoveremo nel più breve tempo possibile.
Pensieri lib(e)ri

"Così ho messo tutto a posto. Sulla pagina, almeno. Dentro di me tutto resta come prima." I. Calvino

Italianostoria

Materiali per lo studio della Lingua e Letteratura Italiana, della Storia, delle Arti

Disturbi Letterari

Blog letterario di Chiara Cecchini, giornalista: Libri, recensioni, commenti

C’è una vena ma non la trovo

Ognuno è artefice del proprio vino

Se puoi sognarlo, puoi farlo.

Viaggiando, fotografando, leggendo, sognando... non importa come, lascia che la vita che ti gira intorno ti attraversi l'anima...

THE REVIEWERS

Parliamo di LIBRI, FUMETTI, SERIE TV, FILM, ANIME, MUSICA E DOCUMENTARI.

La Critichella

Film e serie tv senza peli sulla lingua

Il colibrì

L'Economia e la Politica alla portata di tutti

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: