L'uccello che girava le vite del mondo.Devo dire che, passata ad altra lettura, “Il paese delle nevi” non mi ha ancora lasciata. E non ho ancora lasciato il Giappone.

Ho scritto spesso su cosa credo significhi, su cosa significa per me, il piacere di un libro che è un piacere variegato, che si declina in moltissimi modi. Tra questi c’è anche il piacere (un po’ perverso? Non credo) di un libro che ci è – il termine che mi viene è – “ostile”.

Il paese delle neviKawabata Yasunari, “Il paese delle nevi”, Einaudi 2014

Non so se questa potrà essere una recensione. Sto ancora riprendendomi dalla lettura. Il che richiederebbe la seconda lettura, e so che non rileggerò questo libro. Non a breve. Ma non lo dimenticherò. E so che sono contenta di averlo letto. Scriverne mi permetterà di metterne a fuoco il senso, che ha avuto per me, ovviamente.

È inverno. Si apre la stagione sciistica nel paese delle nevi, che vive di turismo (la stagione sciistica, il periodo autunnale in cui ammirare le foglie di acero). Si intravvedono, sullo sfondo, degli invisibili che lavorano (un capostazione, il personale dell’albergo, il portiere, le cameriere).

Paolo Zatti - Treviso, Le mura di Novembre
Paolo Zatti – Treviso, Le mura di Novembre

C’è davvvero un po’ di nebbia, non ho le idee molto chiare. Che faccio? Continuo il discorso sui due libri di Franco Lo Piparo? Meglio, su “Il professor Gramsci e Wittgenstein”? Che è quello, diciamo così, di contenuto? Mi trovo a usare lo scrivere per pensare, talvolta funziona, almeno per me. Per chi non lo fa, provare per credere. Non come regola naturalmente. Di regola, è meglio sapere prima cosa si vuol scrivere.

No, credo che Gramsci vada brevemente interrotto, il suo posto è nel contesto di “Filosofia e dintorni” e mi pare un po’ pesante, oltre che prematuro, continuare oggi su quella pagina (magari qualcuno ci vuole pensare ancora un momento e trovar qualcosa da suggerire).

Incontro con Duccio Demetrio , venerdì 17 ott. 2014, alla Biblioteca di Treviso
Incontro con Duccio Demetrio, venerdì 17 ott. 2014, alla Biblioteca di Treviso

Nei miei desideri, i temi di questa chiacchierata dovevano riguardare, con una breve esposizione della nuova scorta di letture in programma, anche un breve resoconto sul “Carta Carbone Festival letterario”, dal tema “Autobiografia e dintorni”, che si è svolto a Treviso nel corso dell’ultimo fine settimana, organizzato dall’ ”Associazione Culturale Nina Vola”.

A sangue freddoHo terminato, per ora, il mio piccolo giro nella narrativa americana. Per la verità, avendo trovato in quest’area libri davvero molto interessanti, so che non sono propriamente le ‘mie’ letture: frequentarli mi fa accorgere del mio legame preferenziale con la letteratura europea e con la sua specificità. Ovvio vero? Ma non quanto si può pensare. Oggi frequentiamo tutti scrittori e storie di altre parti del mondo, qualcuna più qualcuna meno.