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Recensioni e consigli di lettura

Parole e canto di un altro tempo. Una voce per oggi

Parole scritte, parole cantate, in un altro tempo – che forse prefigurava?

Era un altro tempo?

Oggi le reincontro. Mi pare di non doverle perdere.

 

Ascanio Celestini, 2007

Cadaveri vivi

 

C’è stato un tempo in cui

noi eravamo cadaveri vivi,

c’è stato un tempo in cui

vivevamo nei cimiteri al fosforo,

camposanti di lusso con

connessione veloce alla rete.

C’è stato un tempo in cui

frequentavamo solo funerali

 e tra le bare degli eroi morti in guerra

pomiciavamo con le veline.

C’è stato un tempo in cui

il tempo non era né bello né brutto,

c’è stato un tempo in cui

tutto era lutto. Ma poi c’è stato il tempo in cui

noi siamo risorti

dal nostro stare fra ossi di seppia

dove eravamo pasto per gli uccelli

e pure i pigri ed i distratti ci hanno visto a noi…

 

Noi siamo i froci, siamo gli ebrei,

palestinesi dell’intifada

 siamo barboni lungo la strada

siamo le zecche comuniste.

Noi, noi siamo anarchici

noi siamo spastici

noi siamo quelli col cesso a parte

noi siamo brutti, sporchi ma buoni

che detto in sintesi significa coglioni.

Noi siamo i negri, meridionali

siamo gli autonomi dei centri sociali

siamo l’elogio della pazzia

siamo un errore di ortografia,

noi siamo i punti dopo le virgole

siamo drogati, zingari e zoccole.

 

C’è stato un tempo in cui

noi eravamo cadaveri vivi

c’è stato un tempo in cui,

noi correvamo sempre

restare fermi era vietato,

pure i sassi stavano in divieto di sosta.

Sua Santità Babbo Natale

era ancora vestito di bianco e di rosso,

c’è stato un tempo in cui

ci aveva renne di lusso

ai potenti portava regali

ai servi carbone,

ma poi c’è stato il tempo in cui

noi siamo risorti

dall’happy hour del megaraduno dell’indulgenza

e i vampiri del sangue del santo ci hanno visto a noi…

 

Noi siamo i froci, siamo gli ebrei,

palestinesi dell’intifada

siamo i barboni lungo la strada

siamo le zecche comuniste.

Noi, noi siamo anarchici

noi siamo spastici

noi siamo quelli col cesso a parte

noi siamo brutti, sporchi ma buoni

che detto in sintesi significa coglioni.

Noi siamo i negri, meridionali

siamo gli autonomi dei centri sociali

siamo l’elogio della pazzia

siamo un errore di ortografia,

noi siamo i punti dopo le virgole

siamo drogati, zingari e zoccole.

 

C’è stato un tempo in cui

noi eravamo cadaveri vivi,

e la camorra e la mafia

erano il meglio del made in italy,

avevano ottenuto dal ministero

una certificazione di qualità,

 criminalità organizzata

però d’origine controllata.

C’è stato un tempo in cui

noi eravamo picciotti,

ma poi è arrivato il tempo in cui

noi siamo risorti

dalla tranquillità del mare

dove eravamo rugginosi relitti,

e pure i tristi giornalisti fascisti ci hanno visto a noi…

 

Noi siamo i froci, siamo gli ebrei………

 

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 29, 2019 da in Poesia, Poesia con tag , .
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