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Maggio: ai libri e agli editori capitano tante cose.

Maggio quasi impone il parlare di editoria: è il mese del Salone del Libro di Torino; è stato preceduto dalla “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autoreRuth Rendell 2007che si è, diciamo pure, celebrata, come avviene ogni anno, il 23 aprile scorso; in Italia siamo in attesa di vedere, capire, cosa succederà nel nostro piccolo mondo della grande editoria, qualora vada in porto l’acquisto (non è già accaduto, vero?) di RCS Libri da parte di Mondadori; ne sappiamo poco tutti, vero? Non credo di essere solo io. Ciò di cui siamo stati informati è che, in questa evenienza, si avrà “la formazione di un gruppo che controlla quasi il 40 per cento del settore editoriale trade (narrativa e saggistica) e il 25 per cento della scolastica, quindi con un’enorme forza di proposta e contrattazione nei vari ambiti legati al libro”.[1]

Quest’ultimo fatto ha provocato un tweet da parte del Ministro Franceschini che diceva così: “Molto preoccupato per possibile acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori. Troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato”.

Il tweet è del 19 febbraio scorso. Non mi pare che, da allora, si siano sentite molte voci preoccupate da parte del Governo; né, mi pare, il Ministro si sia ripetuto, o abbia dato luogo a un qualsivoglia passaggio a fatti.

Nel frattempo, dubito che, quantomeno il grande pubblico, ne abbia sentito molto parlare; non so se mi sono sfuggiti altri significativi interventi del Governo. Si sono sprecate un po’ di parole in alcuni momenti televisivi, tra giornalisti; è apparso un preoccupato appello da parte di intellettuali italiani. Poco sulla stampa. E’ calato il silenzio.

In assenza di una forte voce istituzionale, data l’esigua pattuglia di lettori di cui è dotata l’Italia, il tema non tocca con immediatezza ‘le coscienze’, nel mucchio dei problemi che si vivono in questi giorni, mesi, anni.

Ma non è un tema da poco. E non è un tema privo di influenza sulle vite di tutti, dato che incide sulla formazione della cultura del paese, sulla formazione delle nostre teste, sulla possibilità, per tutti, di entrare in relazione con il mondo, con il pensiero, in tutte le sue declinazioni. Ha influenza sulla libertà di tutti e sulla capacità di usarne. Possiamo anche non starci a pensare, travolti dalle grandi urgenze del quotidiano, ma anche queste hanno a che fare, e molto, con la capacità di questo nostro mondo di avere cittadini informati e pensanti; e per ottenere questo risultato i libri, in tutte le declinazioni del ‘prodotto’, sono insostituibili.

E dunque: mai disturbare il capo del Governo, per carità, in altre faccende affaccendato (importantissime, certo ma, assolutamente, non più del futuro della nostra editoria), ma almeno lei, Ministro Franceschini? Toc toc, c’è qualcuno? Magari per dire che l’accordo Mondadori RCS va bene, a me non parrebbe ma non ne capisco molto, e dato che, si evince dal suo tweet, lei è preoccupato, non dovrebbe far seguire azioni, o quantomeno informazioni?

Può essere che la cosa sia un evento felice. Sembra che, all’annuncio, la Borsa si sia entusiasmata, dunque, a qualcuno non sembra preoccupante A lei sì. Cosa ne consegue?

Nel frattempo: viene celebrata “La giornata mondiale del libro e del Diritto d’Autore”. Da noi, giustamente, non lo sa quasi nessuno.

L’Associazione Italiana Editori ha organizzato, per quella giornata, l’evento#ioleggoperché”; un tentativo meritevole nelle intenzioni di dar luogo a un’operazione di coinvolgimento del pubblico nella lettura; sicuramente anche un tentativo che avrà veduto attività riuscite. Non fa certamente titolo il fatto che io non abbia avuto occasione di rilevare alcunché di molto significativo, ma non credo che la Giornata sia stata almeno ‘percepita’ dalla generalità delle persone (Ah sì, hai saputo? Oggi è la Giornata Mondiale del Libro…No, a me non interessa, ma è tutto il giorno che ne parlano…. Certo, sì, sarebbe importante leggere, purtroppo IO proprio non ne ho il tempo).

130301307-a85ea6c7-e21a-4ca8-ad3a-57b51ee7df1bCiò che, confesso, ho trovato esilarante è stata l’iniziativa dell’Istituto dell’ Enciclopedia Italiana; Treccani che, per l’occasione, ha scelto di ‘spegnere’ il proprio Portale, sul quale il visitatore ha trovato il seguente annuncio:

Siamo spiacenti, oggi il Portale Treccani è chiuso”, scritto in piccolo; e sotto: Leggi un libro

Davvero, capirei se avesse chiuso, invitando darsi alla lettura, che so, facebook, ma temo che i “follower” del portale Treccani costituiscano un insieme che non rappresenta esattamente il target da raggiungere; forse, solo forse, sono persone che non hanno bisogno di essere stimolate a lasciare il video per frequentare un libro (ammesso che, spegnendo un sito, i non lettori si trovino stimolati a leggere un libro in luogo di incavolarsi – lettura di cosa, poi? Se non sono lettori, dubito che nelle loro mani, nella loro casa, si materializzerà il libro, proprio quel libro che li convertirà).

Il Salone di Torino: anche quest’anno non riuscirò ad andarci. Un dispiacere. Dovrò limitarmi a leggerne.

L’insieme delle cose porta stanchezza. Un senso di inutilità dello sforzo. Mi pare che il mondo dell’editoria italiana sia in preda ad una forma di cupio dissolvi che demolisce ogni sforzo. Non posso credere che gli italiani siano un popolo speciale che, geneticamente, è costituito da non lettori. Credo che se il mondo dell’editoria, ogni tanto, pensasse il problema nei termini di “In che cosa stiamo sbagliando tutto” invece di maledire in sequenza l’ignoranza degli italiani, la loro connaturata beceraggine, i maledetti governi (che, ovviamente, sono colpevoli colpevoli colpevoli, e quello che, per caso, lo è meno, lo è in modo grave), ne potremmo uscire.

Devo fermarmi, ma mi piacerebbe proseguire, in un dialogo. Mi piacerebbe anche venir informata meglio (delle cose che non so, in questo campo, di quelle che non capisco, delle idee sbagliate che probabilmente mi faccio).

Ora, la notizia di un lutto. Il 2 maggio è morta Ruth Rendell. Ha scritto tanti bei libri. Piacevoli noir, il suo Ispettore capo Wexford è una buona compagnia per la notte; qui, se interessa, potrete trovare la recensione di un suo libro davvero speciale, che cade a fagiolo sul nostro argomento: “La morte non sa leggere”. E’ un libro che non si trova più. Brutto da dire, ma chissà, magari ora potrebbe essere rieditato. Con Ruth Rendell sono sempre in debito anche della lettura di “Carne viva” (Almodovar ne ha tratto il film “Carne tremula”).

Ho letto invece, in questi giorni “La signora Armitage” di Penelope Mortimer. E’ un libro pubblicato la prima volta nel 1962 e ora meritatamente ripreso da Minimum Fax. Sarà la prossima recensione.

 

 

[1] (http://www.internazionale.it/opinione/alessandro-gazoia/2015/03/10/fusione-mondadori-rizzoli-rcs-libri

3 commenti su “Maggio: ai libri e agli editori capitano tante cose.

  1. Alessandra
    maggio 4, 2015

    Che la Treccani abbia spento, per l’occasione, il proprio portale la trovo una cosa assurda anch’io… 😉 Però devo dire che sono in genere abbastanza dubbiosa sulle manifestazioni in stile “crociata” che vogliono convincere la gente di quanto sia buona, bella e giusta una determinata cosa, qualunque essa sia. Per quanto riguarda i libri poi, credo sia veramente difficile convincere i non-lettori a leggere solo per il fatto che gli viene regalato qualche volume o perché il testimonial di turno ha una faccia benvoluta al grande pubblico. Al di là di questo, può anche darsi che l’iniziativa #IOLEGGOPERCHÈ abbia avvicinato molte persone alla lettura, magari dei potenziali lettori dormienti, ma credo anch’io, come molti altri che ne hanno discusso in queste ultime settimane, che alla fine tale quota rischi di rimanere marginale… Chissà quanti hanno preso i libri gratis e poi li hanno buttati in qualche angolo della casa senza nemmeno aprirli. Secondo me l’amore per la lettura, affinché possa essere veramente autentico e appassionato anche nell’età adulta, e quindi attivo e costante nel tempo, andrebbe stimolato nei bambini fin dall’infanzia, in modo che eventuali predisposizioni latenti non rischino di rimanere assopite per anni. Senza per questo, però, obbligare a leggere chi proprio non ne vuol sapere. Perché è chiaro che leggere un libro dev’essere visto come un piacere, mai come un obbligo, una costrizione. Si può vivere benissimo anche senza leggere letteratura classica o contemporanea (ne conosco di persone), dedicandosi a tante altre belle cose interessanti. Tuttavia, credo che per favorire lo sviluppo dell’amore per la lettura siano di fondamentale importanza non tanto le manifestazioni in piazza, ma l’impegno delle famiglie, dei genitori, e soprattutto quello della scuola pubblica, che se si prodigasse ad attivarsi di più in tal senso, magari con stimoli e iniziative stuzzicanti e anche – perché no? – divertenti, forse le nuove e prossime generazioni crescerebbero con un’apertura mentale e un bagaglio culturale più ampi. Ma questa è, naturalmente, solo un’opinione strettamente personale…

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  2. Ivana DaccòIvana Daccò
    maggio 4, 2015

    In effetti, le “giornate” di questo o di quello hanno un senso solo quando, ad esempio, si tratta di convogliare in uno sforzo di informazione tutte le energie possibilli, o per una raccolta fondi. Dubito anch’io che servano a stimolare la lettura. Possono informare. Il tema del diritto d’autore, oggi, è un tema che andrebbe pensato e dibattuto. E’ importante.
    Ci sono, poi, le persone che non leggono, ma sentono, capiscono di perdere qualcosa di importante: si può sperare che scoprano una versione utile e piacevole della lettura che, spesso, proprio la scuola li aveva portati ad odiare.
    E hai ragione, nessuna forzatura è possibile. E lo strumento non può essere il giorno dedicato, poi basta.
    Il grande tema è davvero la scuola. Sono le biblioteche. E’ lo sforzo delle pubbliche amministraizoni di messa a disposizione di strumenti. Non è prassi diffusa nelle nostre città, né nelle nostre scuole, avvicinare i ragazzi alle biblioteche che, spesso, sono ambienti scarsamente accoglienti, per quanti sforzi impegnino i bibliotecari, per mancanza di risorse, perché messe nella parte di cenerentole del bilancio pubblico.

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  3. Pingback: E a proposito di editoria: chi sceglie cosa noi vogliamo leggere? | la libraia virtuale

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