Venticinque Agosto 1983 e altri racconti ineditiAgosto, e non sono riuscita a trovare il tempo giusto per una gita a librerie. Non andava sprecata, di fretta, in tempi residuali. C’era abbastanza da leggere in casa.

Così, mentre sto per finire la lettura di “La scopa del sistema” (con la sensazione che, dopo questo romanzo, non leggerò tutto David Foster Wallace ma, solo forse, avrò voglia di parlarne) mi ritrovo a cincischiare tra i miei libri: il bisogno di recuperare cose che, magari, nuove letture hanno riportato alla luce ma che il tempo ha un po’ appannato e un po’ ammantato di nostalgia. Si trovano, tra i propri libri, vecchi pensieri e vecchi sè e la nostalgia corrompe il ricordo, lo deforma, non necessariamente, ma spesso sì, in meglio. La nostalgia ha certezze che la realtà presente non consente, oppure addirittura falsifica.

un-segno-invisibile-e-mio_letture_di_luglioBene. Eccomi qui con una piccola (per ora) scorta di nuovi libri. Non è completa. Occorre girare per qualche altra libreria.

Nel frattempo, sto leggendo (in e-book: seguirà acquisto) “Un segno invisibile e mio” di Aimée Bender. Per la verità, lo sto ri-leggendo. La prima lettura mi aveva lasciata perplessa, un apprezzamento discontinuo, ma comunque apprezzamento. Sentivo, tuttavia, il rischio di lasciare a metà il libro che non mi provocava, come solitamente mi succede, la ricerca spasmodica di tempo per continuare la lettura, per non essere interrotta, disturbata. Dunque: in prima lettura temo di averlo leggiucchiato, consapevole, tuttavia, che meritava altro. Richiedeva una nuova lettura, forse più attenta? Forse al momento giusto? Capita, per così dire, di ‘perdere’ un libro interessante per i più diversi inciampi che interferiscono con la lettura. Per quanto riguarda questo libro, un fattore può essere stato proprio l’e-book, che, in questo caso, era stato la scelta di un acquisto passatempo, un acquisto non meditato, – visto il libro, detto toh! Potrebbe andare, stasera non ho niente che mi vada da leggere, ma sì. Click! Ora penso che ne farò una recensione, vedremo, e credo che leggerò altro dell’autrice.

Nota a margine: mi ha colpito l’immagine di copertina, e la falsa somiglianza, nella totale diversità, con la copertina di “Verso un’altra estate”. Vero: celare, timidamente, un fiore con le mani dietro le spalle e nascondere, dietro le spalle, un’ascia, non si equivalgono. E però! Le due autrici sono, con ogni evidenza, quanto di più diverso uno possa immaginare, per storia, epoca di vita, scrittura, tutto. Eppure.

Questa chiacchierata è una parentesi nella linea – parlare delle letture innon sperate di liberarvi die libri_recensione corso – di queste conversazioni, che, peraltro, non hanno propriamente un tema obbligato.

Desideravo da un po’ toccare un argomento che ritorna, parlando con le persone, nei blog, e ovviamente dopo aver letto e recensito il libro di Eco-Carrière. Avevo tralasciato l’argomento in attesa di finire la mia scorpacciata di libri accumulati. Ora è terminata e per quanto riguarda la mia lettura, resta da vedere cosa ancora finirà qui. Sarà tema di un’altra chiacchierata, insieme ad una nuova scorta di libri.

copj170.aspRicapitoliamo: Recensito “Il mio nome è rosso”, e “Venezia Insanguinata”. Ora, secondo programma, ci dovrebbe essere “Il grande gioco”, e l’apertura di una categoria che potrebbe chiamarsi “Filosofia e dintorni” in cui inserire alcuni piccoli lavori di diversi autori interessanti. Dovrà tuttavia avere una struttura un po’ diversa e ci devo ancora pensare un momento. E completare alcune letture.

È estate, ci si regala qualche ora di relax e ci sta anche una lettura leggera, riposante. Per essere esatti una rilettura. Quel genere che capita quando, nelle sere d’estate, giorni di caldo eccessivo, alla mezzanotte abbondantemente passata, si gira per casa ripetendo con rabbia il ritornello “non ho niente da leggere”. Il libro che sto leggendo è impegnativo, non è un libro per la notte, mi ci vorrebbe qualcosa…ma cosa non so… Il malumore sale, mentre passo da una stanza all’altra e l’occhio corre, deluso, irritato, senza speranza, sulle scaffalature, scorre i libri in cerca di non si sa bene cosa. Un bel giallo? No, che strano, mi sono sempre piaciuti i gialli, da un po’ di tempo no, non mi attirano.

L’Afghanistan dell’Ottocento tra Russia e Inghilterra in veste di ‘amici’, di John Tenniel.

I libri in attesa sono aumentati, complice un compleanno e una gita in libreria estemporanea, accompagnando un marito alla ricerca di nuove carte stradali, mappe e cose del genere per me totalmente incomprensibili. Lui ci ha messo molto a scegliere e così io ho avuto troppo tempo per guardarmi in giro. Conseguenza: un affastellamento di idee su cosa leggere, su cosa selezionare per queste pagine, su…

Nel cgenerazioni_Remo Bodei_recensioneorso di quest’ultimo mese ho fatto alcuni acquisti. E mi trovo con una piccola riserva di letture, il che mi fa sentire bene, protetta da quella specie di horror vacui che mi assale quando mi trovo nello stato d’animo del genere “non ho niente da leggere!”, quando preconizzo a me stessa una lunga tediosa notte senza potermi addormentare bene, o senza poter godere l’insonnia che è pur sempre l’occasione di potersi regalare qualche ora in più con un bel libro. A ben guardare, non mi capita di soffrire di insonnia senza qualcosa da leggere che, diciamo così, ne giustifichi il bisogno. Salvo, ovviamente, nel tragico caso in cui io non abbia, si fa per dire, niente da leggere – niente che corrisponda a qualcosa che ho voglia/bisogno di leggere in quel momento.

Queste oscure materie
Queste oscure materie, Philip Pulmann

Inserisco una modifica in questa conversazione sulle letture in corso. L’avevo iniziata, e pubblicata, con una mini recensione di “La luce di Ragusa“, di Cristiano Caracci: ne avevo appena concluso la lettura e mi aveva, a mio parere giustamente, entusiasmata. Poi, l’osservazione di una collaboratrice mi ha indotto a questo cambiamento, essendomi stata fatta osservare, giustamente, la collocazione impropria e l’incompletezza della recensione stessa. Il romanzo meritava una propria recensione, nel suo giusto spazio, e dunque l’ho completata e inserita al posto che le compete.
Anche questa possibilità – correggere dopo aver pubblicato – è un aspetto dello strumento Blog che ha indubbi vantaggi, non solo come opportunità strumentale, ma anche a documentazione di un dialogo, senza che gli esiti dello stesso richiedano, ad un nuovo lettore, di dover rileggere tutto per poterne conoscere le dinamiche.
Ora, naturalmente, rinvio al nuovo “Parliamone”, imminente, l’aggiornamento sulle nuove letture. Per il resto, tutto come prima. Il testo prosegue nella versione precedente questa correzione.

Sto affastellando letture diverse. Nell’ultimo mese ho letto “Le ore” di Michael Cunningham, (il titolo ripete quello che era stato il titolo provvisorio del romanzo La signora Dalloway, di Virginia Woolf, al quale vuol essere un omaggio); e ho letto “I cani e i Lupi” di Irene Nemirovsky: di questi due libri forse scriverò.

Leggere è ciò che aiuta a orientarsi nel mondo e a conoscerlo – leggere è anche studiare, approfondire, annotare, rielaborare;
Leggere è vivere in un mondo di amici, da conoscere, scegliere, frequentare, che possono, come gli amici in carne ed ossa, orientare una vita;