copj170.aspRicapitoliamo: Recensito “Il mio nome è rosso”, e “Venezia Insanguinata”. Ora, secondo programma, ci dovrebbe essere “Il grande gioco”, e l’apertura di una categoria che potrebbe chiamarsi “Filosofia e dintorni” in cui inserire alcuni piccoli lavori di diversi autori interessanti. Dovrà tuttavia avere una struttura un po’ diversa e ci devo ancora pensare un momento. E completare alcune letture.

È estate, ci si regala qualche ora di relax e ci sta anche una lettura leggera, riposante. Per essere esatti una rilettura. Quel genere che capita quando, nelle sere d’estate, giorni di caldo eccessivo, alla mezzanotte abbondantemente passata, si gira per casa ripetendo con rabbia il ritornello “non ho niente da leggere”. Il libro che sto leggendo è impegnativo, non è un libro per la notte, mi ci vorrebbe qualcosa…ma cosa non so… Il malumore sale, mentre passo da una stanza all’altra e l’occhio corre, deluso, irritato, senza speranza, sulle scaffalature, scorre i libri in cerca di non si sa bene cosa. Un bel giallo? No, che strano, mi sono sempre piaciuti i gialli, da un po’ di tempo no, non mi attirano.

L’Afghanistan dell’Ottocento tra Russia e Inghilterra in veste di ‘amici’, di John Tenniel.

I libri in attesa sono aumentati, complice un compleanno e una gita in libreria estemporanea, accompagnando un marito alla ricerca di nuove carte stradali, mappe e cose del genere per me totalmente incomprensibili. Lui ci ha messo molto a scegliere e così io ho avuto troppo tempo per guardarmi in giro. Conseguenza: un affastellamento di idee su cosa leggere, su cosa selezionare per queste pagine, su…

Nel cgenerazioni_Remo Bodei_recensioneorso di quest’ultimo mese ho fatto alcuni acquisti. E mi trovo con una piccola riserva di letture, il che mi fa sentire bene, protetta da quella specie di horror vacui che mi assale quando mi trovo nello stato d’animo del genere “non ho niente da leggere!”, quando preconizzo a me stessa una lunga tediosa notte senza potermi addormentare bene, o senza poter godere l’insonnia che è pur sempre l’occasione di potersi regalare qualche ora in più con un bel libro. A ben guardare, non mi capita di soffrire di insonnia senza qualcosa da leggere che, diciamo così, ne giustifichi il bisogno. Salvo, ovviamente, nel tragico caso in cui io non abbia, si fa per dire, niente da leggere – niente che corrisponda a qualcosa che ho voglia/bisogno di leggere in quel momento.

Queste oscure materie
Queste oscure materie, Philip Pulmann

Inserisco una modifica in questa conversazione sulle letture in corso. L’avevo iniziata, e pubblicata, con una mini recensione di “La luce di Ragusa“, di Cristiano Caracci: ne avevo appena concluso la lettura e mi aveva, a mio parere giustamente, entusiasmata. Poi, l’osservazione di una collaboratrice mi ha indotto a questo cambiamento, essendomi stata fatta osservare, giustamente, la collocazione impropria e l’incompletezza della recensione stessa. Il romanzo meritava una propria recensione, nel suo giusto spazio, e dunque l’ho completata e inserita al posto che le compete.
Anche questa possibilità – correggere dopo aver pubblicato – è un aspetto dello strumento Blog che ha indubbi vantaggi, non solo come opportunità strumentale, ma anche a documentazione di un dialogo, senza che gli esiti dello stesso richiedano, ad un nuovo lettore, di dover rileggere tutto per poterne conoscere le dinamiche.
Ora, naturalmente, rinvio al nuovo “Parliamone”, imminente, l’aggiornamento sulle nuove letture. Per il resto, tutto come prima. Il testo prosegue nella versione precedente questa correzione.

Sto affastellando letture diverse. Nell’ultimo mese ho letto “Le ore” di Michael Cunningham, (il titolo ripete quello che era stato il titolo provvisorio del romanzo La signora Dalloway, di Virginia Woolf, al quale vuol essere un omaggio); e ho letto “I cani e i Lupi” di Irene Nemirovsky: di questi due libri forse scriverò.

Leggere è ciò che aiuta a orientarsi nel mondo e a conoscerlo – leggere è anche studiare, approfondire, annotare, rielaborare;
Leggere è vivere in un mondo di amici, da conoscere, scegliere, frequentare, che possono, come gli amici in carne ed ossa, orientare una vita;