Queste oscure materie
Queste oscure materie, Philip Pulmann

Inserisco una modifica in questa conversazione sulle letture in corso. L’avevo iniziata, e pubblicata, con una mini recensione di “La luce di Ragusa“, di Cristiano Caracci: ne avevo appena concluso la lettura e mi aveva, a mio parere giustamente, entusiasmata. Poi, l’osservazione di una collaboratrice mi ha indotto a questo cambiamento, essendomi stata fatta osservare, giustamente, la collocazione impropria e l’incompletezza della recensione stessa. Il romanzo meritava una propria recensione, nel suo giusto spazio, e dunque l’ho completata e inserita al posto che le compete.
Anche questa possibilità – correggere dopo aver pubblicato – è un aspetto dello strumento Blog che ha indubbi vantaggi, non solo come opportunità strumentale, ma anche a documentazione di un dialogo, senza che gli esiti dello stesso richiedano, ad un nuovo lettore, di dover rileggere tutto per poterne conoscere le dinamiche.
Ora, naturalmente, rinvio al nuovo “Parliamone”, imminente, l’aggiornamento sulle nuove letture. Per il resto, tutto come prima. Il testo prosegue nella versione precedente questa correzione.

Sto affastellando letture diverse. Nell’ultimo mese ho letto “Le ore” di Michael Cunningham, (il titolo ripete quello che era stato il titolo provvisorio del romanzo La signora Dalloway, di Virginia Woolf, al quale vuol essere un omaggio); e ho letto “I cani e i Lupi” di Irene Nemirovsky: di questi due libri forse scriverò.

Leggere è ciò che aiuta a orientarsi nel mondo e a conoscerlo – leggere è anche studiare, approfondire, annotare, rielaborare;
Leggere è vivere in un mondo di amici, da conoscere, scegliere, frequentare, che possono, come gli amici in carne ed ossa, orientare una vita;