Il mio tempo di lettrice sembra tornare al suo giusto ritmo, e sono reduce da un giro in libreria. Relativamente breve, per la verità, ma fruttuoso, per una qualità inattesa degli acquisti – scarsi ma entusiasmanti: per me, e per motivi personali. E perché considero questa breve gita solo un aperitivo, cui programmo di far seguire un pasto luculliano.

Sono rientrata a casa con soli due libri tra le mani, non c’era tempo per una sosta più lunga (e, per la verità, c’era anche un’intenzione, per quanto vaga, di contenere la spesa).

millenniumVorrei riprendere un discorso iniziato con il passaggio al nuovo anno (qui e qui). Un qualche tipo di bilancio, da riguardare un po’ per scherzo e un po’ in tutta serietà; da costruire secondo il noto metodo: prima si fanno cose, poi si osserva cosa si è fatto, poi si afferma che la risultante era proprio ciò che intendevamo ottenere.

È un modo che ci sta, nella natura di questo luogo – una libreria unicamente virtuale, dove nulla c’è di concreto – che, di partenza, poggia certamente su di un progetto, su di un catalogo di massima ragionato, che tuttavia, nel tempo, è cambiato, come avviene per ogni cosa a questo mondo, deviando lungo sentieri inattesi, o percorsi diversi in cui ognuno di noi si imbatte: libro chiama libro, pensiero chiama pensiero; per coerenza, per opposizione, per una qualità che viene trovata là dove non si era inizialmente interessati a guardare; per caso, certo, anche per caso.

diploma-di-laurea“Parliamone” ancora, solo per poco, di una lingua italiana divenuta, nel corso di centocinquant’anni, patrimonio comune di un popolo, contribuendo a farlo divenire (più o meno) una “nazione”; integrandosi, in effetti, senza sostituirle, a una confusione, ma anche ad un amalgama, di lingue e dialetti diversi; che, a loro volta, hanno fornito e acquisito vocaboli, costruzioni, contribuendo al modificarsi della lingua nazionale, materia vivente che assume la forma del mondo che è chiamata ad esprimere.

professore-universitarioÈ chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. (…) servono interventi urgenti”.

È l’incipit della lettera che seicento tra docenti universitari e personalità del mondo della cultura hanno indirizzato al Governo italiano, chiedendo provvedimenti.

Devo dire che, di primo acchito, sono rimasta perplessa. Lo scoprono ora?

platone-tutti-gli-scritti-a-cura-di-giovanni-reale-rusconi-editoreRepubblica, Libro I (Da: Platone, Tutti gli scritti, A cura di Giovanni Reale, Rusconi editore 1992

 

Queste righe non sono nate come proposta di lettura. Pure, possono esserlo, certo. Dopotutto, le opere di Platone vengono pubblicate senza interruzioni da…In realtà non lo so, diciamo da sempre, da che esiste la stampa?

Pure, difficile che qualcuno cui si chieda cosa sta leggendo, risponda “I dialoghi socratici”; o “Repubblica di Platone. Salvo obbligo scolastico, e correlati. Mentre è reale che costituiscono una lettura interessante, e piacevole, quando non addirittura divertente (I dialoghi, dico; la Repubblica no, è solo interessante).

jared-diamond-collasso… in attesa, si teme, di esondazioni e quant’altro.

Nel frattempo, terremoto magnitudo 8 alle Isole Salomone, Papua Nuova Guinea. Leggo un articolo del maggio scorso a firma di Ben GuarinoThe Washington Post, dal titolo “Le Isole Salomone stanno scomparendo” (qui). 

Quando il livello dell’oceano si è alzato, hanno dovuto scappare. «Il mare ha iniziato ad arrivare nell’entroterra; ci ha costretto a spostarci in cima alla collina e a ricostruire lì il nostro villaggio, lontano dal mare», ha raccontato Sirilo Sutaroti, il capo 94enne della tribù Paurata, a un gruppo di scienziati ambientali australiani. (…) l’aumento del livello del mare sta erodendo la costa e, secondo i ricercatori, intere porzioni di territorio.”

abbuffateDopo un periodo di abbuffate, ci starebbe; ma più che altro, finite le feste, ci si trova alle prese con resti vari, bocconi sparsi di golosità che intasano congelatori frigoriferi e dispense, e inducono alla crisi di coscienza: buttare no, non va bene; arrangiarci su qualche pranzo e cena, dal punto di vista della salute, non rappresenta il massimo, non corrisponde alla dieta bilanciata che sarebbe necessaria. Purtuttavia: è la sola strada che consentirà di non sprecare e, solo a seguito, riprendere le buone regole, soddisfacendo nel contempo il palato (perché, ecco, si tratta di bocconcini golosi, e “non sprecare” dà anche, ancora, piacere). Poi, solo poi, riassumeremo i corretti comportamenti alimentari. Avendo ben presente che non di solo pane vive l’uomo.

solstizio-dinvernoSono giorni così, distratti, tra incontri, familiari ed amici, abbuffate e regali. Si ciondola per casa, saltano le regole del quotidiano e dei giorni. Non è il momento per parlare di un libro specifico, di <quel> certo libro.

Sono, peraltro, giorni in cui si regalano e si ricevono libri (io no, per la verità, credo di aver esercitato un’adeguata dissuasione; o meglio, ho amiche lettrici e che dunque <non> regalano libri, sapendo bene quanto sia personale la scelta – e invece consigliano, prestano, scambiano).

brevi-interviste-con-uomini-schifosi-david-wallaceCi avviciniamo a Natale e sono giorni in libreria, oltre che in altri luoghi. Ma sicuramente molto in libreria. Per i regali di Natale, cosa che, occorre dirlo, è quasi una scusa dato che regalare un libro, mi è stato detto, è come regalare un profumo, o una cravatta a un uomo: non si fa!

Io regalo libri. A richiesta, ad amiche di cui ritengo di conoscere i gusti di lettura (poi, naturalmente, quanto io sbagli lo intuisco, talvolta, a posteriori: e non demordo, mi limito a raddrizzare la scelta, quantomeno a provarci). Li ho sempre regalati anche e soprattutto ai bambini, facendomi odiare, temo, ma da parte di una, in senso lato, vecchia zia, ci può stare. Da nonna, non tollerando il non farmi amare, regalo il libro in aggiunta al regalo “vero”.

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Andrea Zanzotto

Andrea Zanzotto non è più tra noi ma parla ancora, e la sua voce è in grado di elevarsi alta, forte, pur se (solo) in apparenza rassegnata. Oggi, nel momento in cui il Veneto trova, per coprire il diffuso analfabetismo funzionale che cresce, lo strumento dello sdoganare, sotto la voce impropria di “dialetto”, la sgrammaticatura generalizzata e ufficializzata definendola “lingua veneta”.

E Amen, dice il poeta.

cachiMentre il riordino delle librerie prosegue, trattandosi di un lavoro che, per sua natura, non può aver fine, c’è nell’aria la chiusura di un altro anno. La si sente venire, quasi non si potesse attendere oltre, velocemente e distrattamente assolti il Giorno di Ognissanti e il Giorno dei Morti – un malvisto e mal goduto Halloween da parte di bambini privati della complicità adulta per un gioco rituale mal condiviso (che pure ci apparteneva, con altri nomi, con riti diversi di uguale significato).

james-bondProsegue, lentamente, il riordino delle scaffalature di cui raccontavo la scorsa settimana che non solo non si avvicina minimamente ad essere concluso (il che è il meno), bensì non si avvicina minimamente a trovare una organizzazione che consenta il prevederne la conclusione.

Sempre più incombe il problema, che non risolverò (a favore della doppia fila), del come poter far uscire da casa dei libri. Cosa dovrei fare: rileggere libri abbandonati (e ce ne sono) per convincermi che, se sono tali, un motivo ci sarà? Così, ho comunque spulciato tra i vecchi Oscar Mondadori; ho aperto un libro più o meno a caso, «Agente 007 missione Goldfinger», letto qualche pagina, e che ti trovo?

biblioteca-2Non so cosa leggere. Sono preda di desideri sparsi. Tutto perché, dopo Natalia Ginzburg, la tendenza andava verso l’abbuffata, passarli tutti: Calvino, Pavese, Morante, Moravia no, mai apprezzato, ma c’è Brancati; c’è Parise, c’è Cassola. E vai, una bella lista.

Ho scelto di distogliermene. Rischia che non me li gusto, non si fa così. Il vino buono va centellinato.