platone-tutti-gli-scritti-a-cura-di-giovanni-reale-rusconi-editoreRepubblica, Libro I (Da: Platone, Tutti gli scritti, A cura di Giovanni Reale, Rusconi editore 1992

 

Queste righe non sono nate come proposta di lettura. Pure, possono esserlo, certo. Dopotutto, le opere di Platone vengono pubblicate senza interruzioni da…In realtà non lo so, diciamo da sempre, da che esiste la stampa?

Pure, difficile che qualcuno cui si chieda cosa sta leggendo, risponda “I dialoghi socratici”; o “Repubblica di Platone. Salvo obbligo scolastico, e correlati. Mentre è reale che costituiscono una lettura interessante, e piacevole, quando non addirittura divertente (I dialoghi, dico; la Repubblica no, è solo interessante).

 roberta-de-monticelli-al-di-qua-del-bene-e-del-maleRoberta De Monticelli, “Al di qua del bene e del male”, Einaudi 2015

 

Ma se dei pezzenti avidi di trar profitto personale si avventano sul bene pubblico, con tutte le intenzioni di doverne strappare  il proprio tornaconto,  non ti sarà possibile avere una Città ben governata,  in quanto, essendo il potere oggetto di discordia, una guerra fratricida e intestina prima o poi  manderà in rovina i contendenti e con loro tutto il resto della Stato”

Platone, Repubblica, Libro VII

luther-blissett-immagine“Tra le figure dell’affresco, io rimango nello sfondo”
(Luther Blissett, Q, Einaudi 1999)

Se l’autore è “nessuno”: “Che fare?”, dove gli echi del titolo possono essere evocativi, ognuno scelga come vuole.

Si parte da un nome: Luther Blissett: ignorando il calciatore, deludente cannoniere del Milan dei tempi andati, resta un nome, a rappresentare un collettivo di cui ci si può, oggi, legittimamente chiedere: c’è veramente stato?

La risposta è: certo, sì. Lo documenta, non fosse altro, un libro quale “Q”. Lo documentano una serie di “azioni” che, al tempo – tra il 1994 e il 1999 – hanno portato alla ribalta della cronaca un nome, e nulla più, quale autore di burle molto particolari, potremmo chiamarle “azioni politiche”, a carattere di beffe feroci, aventi quale obiettivo il sistema dei media. Peraltro, andate perfettamente a segno. Un percorso che, oggi, nella realtà dei social, e dei mutamenti che questi hanno portato nella relazione delle persone con la stampa quotidiana e periodica, assume un nuovo interesse; apre altre domande.

jared-diamond-collasso… in attesa, si teme, di esondazioni e quant’altro.

Nel frattempo, terremoto magnitudo 8 alle Isole Salomone, Papua Nuova Guinea. Leggo un articolo del maggio scorso a firma di Ben GuarinoThe Washington Post, dal titolo “Le Isole Salomone stanno scomparendo” (qui). 

Quando il livello dell’oceano si è alzato, hanno dovuto scappare. «Il mare ha iniziato ad arrivare nell’entroterra; ci ha costretto a spostarci in cima alla collina e a ricostruire lì il nostro villaggio, lontano dal mare», ha raccontato Sirilo Sutaroti, il capo 94enne della tribù Paurata, a un gruppo di scienziati ambientali australiani. (…) l’aumento del livello del mare sta erodendo la costa e, secondo i ricercatori, intere porzioni di territorio.”

il-vestito-verde-giulia-depentorGiulia Depentor, “Il vestito verde”, Lettere animate editore 2016

Desiderate trascorrere qualche ora in poltrona, con un bel romanzo; con una storia, anzi più storie d’amore avvincenti, che si snodano nel corso di tre generazioni e vi porteranno ad attraversare l’Europa e la sua storia? Vi piacciono anche gli enigmi? Ecco il vostro libro.

Un tema classico, addirittura abusato, se vogliamo – una ragazza si sveglia in una stanza sconosciuta, in questo caso di un albergo, e non ricorda nulla di sé. Chi sarà la (ovviamente) bella e giovane sconosciuta?

abbuffateDopo un periodo di abbuffate, ci starebbe; ma più che altro, finite le feste, ci si trova alle prese con resti vari, bocconi sparsi di golosità che intasano congelatori frigoriferi e dispense, e inducono alla crisi di coscienza: buttare no, non va bene; arrangiarci su qualche pranzo e cena, dal punto di vista della salute, non rappresenta il massimo, non corrisponde alla dieta bilanciata che sarebbe necessaria. Purtuttavia: è la sola strada che consentirà di non sprecare e, solo a seguito, riprendere le buone regole, soddisfacendo nel contempo il palato (perché, ecco, si tratta di bocconcini golosi, e “non sprecare” dà anche, ancora, piacere). Poi, solo poi, riassumeremo i corretti comportamenti alimentari. Avendo ben presente che non di solo pane vive l’uomo.

truman-capote-larpa-derbaTruman Capote, «L’arpa d’erba», Garzanti 2001, traduzione di Bruno Tasso

“Quando ho sentito parlare per la prima volta dell’arpa d’erba? Molto tempo prima di quell’autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro.”

Mentre la pila dei libri desiderati, in attesa, si accresce, ecco un suggerimento, dal blog di Tommaso Aramaico; un romanzo breve, o lungo racconto, di Truman Capote. È un ricordo lontano, – e infatti, in casa il libro non c’è, ma bastano due giorni a recuperarlo.

Un piccolo tempo di lettura porta a un luogo magico, che tuttavia, strana cosa, sentiamo subito che ci appartiene, che lo conosciamo. Per raggiungerlo, basterà che ci venga regalata una piccola indicazione.

Tullio De Mauro non scriverà più per noi.

tullio-de-mauroCon Umberto Eco erano amici. Non è trascorso neppure un anno; e, come è avvenuto per Eco, la notizia coglie impreparati e lascia una grande amarezza, non vorrei dire dolore, come fosse venuta a mancare una persona cara, no, conosco troppo bene il lutto personale, privato, per dire una cosa simile. Ma davvero di dolore si tratta. Di fatica ad accettare. Di rifiuto.

solstizio-dinvernoSono giorni così, distratti, tra incontri, familiari ed amici, abbuffate e regali. Si ciondola per casa, saltano le regole del quotidiano e dei giorni. Non è il momento per parlare di un libro specifico, di <quel> certo libro.

Sono, peraltro, giorni in cui si regalano e si ricevono libri (io no, per la verità, credo di aver esercitato un’adeguata dissuasione; o meglio, ho amiche lettrici e che dunque <non> regalano libri, sapendo bene quanto sia personale la scelta – e invece consigliano, prestano, scambiano).

brevi-interviste-con-uomini-schifosi-david-wallaceCi avviciniamo a Natale e sono giorni in libreria, oltre che in altri luoghi. Ma sicuramente molto in libreria. Per i regali di Natale, cosa che, occorre dirlo, è quasi una scusa dato che regalare un libro, mi è stato detto, è come regalare un profumo, o una cravatta a un uomo: non si fa!

Io regalo libri. A richiesta, ad amiche di cui ritengo di conoscere i gusti di lettura (poi, naturalmente, quanto io sbagli lo intuisco, talvolta, a posteriori: e non demordo, mi limito a raddrizzare la scelta, quantomeno a provarci). Li ho sempre regalati anche e soprattutto ai bambini, facendomi odiare, temo, ma da parte di una, in senso lato, vecchia zia, ci può stare. Da nonna, non tollerando il non farmi amare, regalo il libro in aggiunta al regalo “vero”.

jane-gardam-figlio-dellimpero-britannicoJane Gardam, “Figlio dell’impero britannico”, edizioni e/o 2009 – prima edizione inglese 2004. Traduzione di Alberto Bracci Testasecca

Jane Gardam, classe 1928, è un’autrice inglese di grande spessore che, molto apprezzata e premiata in patria, per qualche motivo non gode di pubblicazioni in Italia. Le edizioni e/o, a mio parere benemerite, hanno proposto, di quest’autrice, “Figlio dell’impero britannico”, editato nel 2009. È seguito, nel 2011, “L’uomo col cappello di legno”, un prequel del precedente, da quanto si evince dalla quarta di copertina, che temo non abbia avuto grande successo di vendite (ma magari è solo una mia idea, dedotta dal fatto che, ad oggi, non mi risulta sia stato pubblicato altro di questa interessante autrice, molto nota in patria e all’estero).

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Andrea Zanzotto

Andrea Zanzotto non è più tra noi ma parla ancora, e la sua voce è in grado di elevarsi alta, forte, pur se (solo) in apparenza rassegnata. Oggi, nel momento in cui il Veneto trova, per coprire il diffuso analfabetismo funzionale che cresce, lo strumento dello sdoganare, sotto la voce impropria di “dialetto”, la sgrammaticatura generalizzata e ufficializzata definendola “lingua veneta”.

E Amen, dice il poeta.

le-otto-montagnePaolo Cognetti, «Le otto montagne», Einaudi 2016

Questa non può essere, non da parte mia, una “recensione” nel senso che abitualmente diamo a questo termine. Tanto più trattandosi di un libro molto bello – ne fa fede l’autore e la sua scrittura sempre felice, il piacere di un italiano curatissimo senza sforzo alcuno percepibile, la costruzione perfettamente equilibrata del racconto, senza cadute, mai.

E tuttavia io, da questo libro, non sono in grado di prendere la distanza necessaria per poterne scrivere in modo, diciamo, equanime. Non ne sono in grado, pur desiderando proporlo, a causa del suo essere entrato, di prepotenza, nella mia vita, precipitandomi dentro la storia – non come uno dei personaggi, nessuna identificazione, ma per l’essermi trovata, non veduta, tra gli anonimi che abitano là, nel borgo di montagna teatro degli avvenimenti; non ad ascoltare un racconto, bensì testimone diretta degli avvenimenti, veduti nel loro svolgimento, dalla posizione di una delle voci di paese che, nel corso della storia e della sua conclusione, avranno commentato, all’osteria del posto, nei momenti di incontro, ogni fatto, avvenimento, comportamento  dei protagonisti. Ecco: mi sono trovata a vivere la parte del coro, che punteggia, e commenta, e ammonisce. Con emozioni forti, e contrastanti, molto contrastanti.