Marchesa Colombi, “Un matrimonio in provincia”, Einaudi 2009 «È difficile immaginare una gioventù più monotona, più squallida, più […]
Category Archive: Classici
Lucy Maud Montgomery, “Anne di Tetti Verdi”, Ed. Lettere animate 2018. Traduzione integrale di Oscar Ledonne ed Enrico […]
George Eliot, “Il mulino sulla Floss”, Neri Pozza 2019 Libri per l’estate, dunque. Libri per un tempo che […]
Giorgio Scerbanenco, “I centodelitti”, La nave di Teseo, 2019 Giorgio Scerbanenco fu un uomo dalla vita e dalla […]
Alba De Céspedes, “Dalla parte di lei”, Mondadori 2021 È stato più del solito difficile, per me, scrivere, […]
Aino Kallas, “La sposa del lupo”, Sperling&Kupfer 1934 Tradotto dal finnico da Paola Faggioli Prefazione di Paolo Emilio […]
Antonio Tabucchi, “Sostiene Pereira. Una testimonianza”, Feltrinelli “Era il 25 venticinque di luglio del millenovecentotrentotto, e Lisbona scintillava […]
Dopo Erewhon, è quasi d’obbligo proseguire un viaggio nel tempo, retrocedere di quasi centocinquant’anni (dal 1872, tornare al […]
D’estate si legge – come sempre, ma diversamente. Anche i libri vengono richiesti di far parte della vacanza; […]
(segue) Tra poco è Natale: un caso, per un Natale che interroga. E a me non resta molto […]
Vintilă Horia, “Dio è nato in esilio. Diario di Ovidio a Tomi“, Ed. La vita felice 2017 “Chiudo […]
Multatuli, “Max Havelaar. Ovvero le aste del caffè della Società di commercio olandese”, Iperborea 2007 Traduzione di Piero […]
Virginia Woolf, “Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose”, Racconti edizioni, 2016. Traduzione di Adriana Bottini e Francesca Duranti
A cura di Liliana Rampello
Avevo già accennato a questo libro, (qui) che Racconti edizioni aveva proposto nel 2016; che mi era vergognosamente sfuggito.
È stata una lunga lettura, pagine che regalano tempo alla vita (e portano a interrompere le ferie: cui torno, credo).
Fernando Pessoa, “Lettere alla fidanzata”, Adelphi 2012
Con una testimonianza di Ophélia Queiroz
A cura di Antonio Tabucchi
Un prezioso piccolo Adelphi; una lettura che, per me, è stata una interruzione-inserto dentro il percorso (necessariamente lento) nel “Libro dell’inquietudine” di “Bernardo Soares”, semi-eteronimo di Fernando Pessoa, il suo “Io mutilato”, a detta del suo ortonimo; il solo vero pseudonimo, forse, che ha anticipato gli eteronimi Alvaro da Campos, Ricardo Reis, Alberto Caeiro.