non sperate di liberarvi die libri_recensioneJean Claude Carrière – Umberto Eco, “Non sperate di liberarvi dei libri, Bompiani 2011
Prefazione di Jean-Philippe De Tonnac

Il libro riproduce un lungo dialogo a tema tra due anziani signori non qualunque – Jean Claude Carrière e Umberto Eco – che portano dentro la loro conversazione la leggerezza di un linguaggio ‘parlato’, il calore di una relazione tra persone che condividono un mondo.
Nello scorrere del dialogo e nel confronto, nella condivisione, dei punti di vita, si fondono un profondo amore per i libri e il disincanto per la relatività della durata nel tempo non tanto degli oggetti-libro, ma di tutto quanto il pensiero umano ha trasmesso attraverso i supporti che le varie epoche hanno messo a disposizione: quadri, film, opere dell’ingegno in senso lato, tutto ciò che del pensiero, dell’inventiva, della parola questi oggetti conservano e trasmettono.

Nel cgenerazioni_Remo Bodei_recensioneorso di quest’ultimo mese ho fatto alcuni acquisti. E mi trovo con una piccola riserva di letture, il che mi fa sentire bene, protetta da quella specie di horror vacui che mi assale quando mi trovo nello stato d’animo del genere “non ho niente da leggere!”, quando preconizzo a me stessa una lunga tediosa notte senza potermi addormentare bene, o senza poter godere l’insonnia che è pur sempre l’occasione di potersi regalare qualche ora in più con un bel libro. A ben guardare, non mi capita di soffrire di insonnia senza qualcosa da leggere che, diciamo così, ne giustifichi il bisogno. Salvo, ovviamente, nel tragico caso in cui io non abbia, si fa per dire, niente da leggere – niente che corrisponda a qualcosa che ho voglia/bisogno di leggere in quel momento.

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La luce di Ragusa, Cristiano Caracci

Cristiano Caracci, “La luce di Ragusa”, Editrice Santi Quaranta, 2005

La Luce di Ragusa, di Cristiano Caracci, Editore Santi Quaranta, di cui ho scritto nell’ultima chiacchierata, è stata una bella lettura. Interessante per la qualità della scrittura e per la struttura del racconto che viene svolto attraverso il parlato, in prima persona, via via del rappresentante di una progenie di mercanti ragusani – ad ogni capitolo parla un figlio, che succede al padre nella conduzione di un’impresa mercantile di marinai che, trasportando via mare le merci più varie, accostano le realtà sociali dei Balcani e del mar Mediterraneo. C’è Venezia, di cui tener conto, da temere, ci sono i rapporti con le terre del Papa, ci sono le realtà sociali delle città dei Balcani. C’è soprattutto il mare, e la luce della città di Ragusa – Dubrovnik che riaccoglie, all’arrivo in porto, e che lega alla terra.

Queste oscure materiePhilip Pullman,
Queste oscure materie” (“La bussola d’oro”, “La lama sottile”, “Il cannocchiale d’ambra”),
Edizioni Salani, 2013

La Bussola d’oro. La storia si svolge in una società simile e diversa dalla nostra, organizzata secondo una diversa geografia politica: siamo in un regime teocratico in cui regna il potere religioso e la fisica è chiamata teologia sperimentale. In una Oxford di questo mondo, al Jordan College, vive Lyra, una ragazzina spensierata, capace di grande lealtà e di grande fantasia, vale a dire di una grande capacità di invenzione delle bugie più incredibili.
In questo mondo ogni essere umano vive in stretta simbiosi con un proprio daimon, una esternazione dell’anima che, assumendo la forma di un animale, di sesso opposto al proprio, assicura ad ognuno una consapevole integrità, la possibilità di non essere mai solo, la possibilità di essere sempre in contatto con il proprio sé.
A partire da questo mondo, e da un destino, conseguente a una profezia, che indica in Lyra l’artefice di profondi, pericolosi o salvifici, cambiamenti, si aprono una serie di mondi paralleli, uguali e diversi, popolati da esseri fantastici.

Queste oscure materie
Queste oscure materie, Philip Pulmann

Inserisco una modifica in questa conversazione sulle letture in corso. L’avevo iniziata, e pubblicata, con una mini recensione di “La luce di Ragusa“, di Cristiano Caracci: ne avevo appena concluso la lettura e mi aveva, a mio parere giustamente, entusiasmata. Poi, l’osservazione di una collaboratrice mi ha indotto a questo cambiamento, essendomi stata fatta osservare, giustamente, la collocazione impropria e l’incompletezza della recensione stessa. Il romanzo meritava una propria recensione, nel suo giusto spazio, e dunque l’ho completata e inserita al posto che le compete.
Anche questa possibilità – correggere dopo aver pubblicato – è un aspetto dello strumento Blog che ha indubbi vantaggi, non solo come opportunità strumentale, ma anche a documentazione di un dialogo, senza che gli esiti dello stesso richiedano, ad un nuovo lettore, di dover rileggere tutto per poterne conoscere le dinamiche.
Ora, naturalmente, rinvio al nuovo “Parliamone”, imminente, l’aggiornamento sulle nuove letture. Per il resto, tutto come prima. Il testo prosegue nella versione precedente questa correzione.

Irène Némirovsky, I Cani e i lupi, AdelphiI cani e i lupi Nemirovsky

Ada e Ben Sinner: due bambini, cugini, vivono nella parte bassa, povera, di una indefinita città dell’Ucraina. Sono i primi anni del Novecento; l’esperienza dei pogrom, la consapevolezza di una appartenenza che comporta estrema fatica nel cercare e trovare una vita sicura, il faticoso raggiungimento di un benessere la cui aleatorietà è insita nell’essere senza patria e senza appartenenza sentiti come propri dal popolo ebraico.

Michael Cunningham, “Le ore”, Tascabili Bompiani 2012, XIV Edizione

Cunningham scrive un libro che riecheggia, anche nello stile, come un omaggio, “La signora Dalloway”, il primo dei quattro grandi romanzi della produzione centrale di Virginia Woolf (seguiranno “Gita al faro”, “Le onde” e “Tra un atto e l’altro”, ultimo della sua vita, al termine della cui scrittura Virginia si suiciderà e che sarà pubblicato postumo).

Sto affastellando letture diverse. Nell’ultimo mese ho letto “Le ore” di Michael Cunningham, (il titolo ripete quello che era stato il titolo provvisorio del romanzo La signora Dalloway, di Virginia Woolf, al quale vuol essere un omaggio); e ho letto “I cani e i Lupi” di Irene Nemirovsky: di questi due libri forse scriverò.

gli anni fra cane e lupo_recensioneRosetta Loy, “Gli anni fra cane e Lupo. 1969-1994. Il racconto dell’Italia ferita a morte”.
Ed, Chiarelettere, 2013

Rosetta Loy, con questa sua opera, restituisce alla memoria gli avvenimenti che hanno identificato la qualità e i problemi della democrazia italiana tra il 1969 e il 1974, durante i cosiddetti anni “di piombo”: anni carichi di problemi sia interni sia correlati al quadro internazionale venutosi a creare nel dopoguerra, nel passaggio dal fascismo alla democrazia.

la_Strada_recensioneCormac McCarthy, La strada, Einaudi 2007, pag. 218

Un uomo e un bambino; un percorso, alla ricerca della luce, di calore, di sopravvivenza in un mondo ridotto a cenere; la strada e il compito di continuare a vivere. Al di là delle montagne, del freddo e della neve, la strada porta a sud e alla speranza di un luogo dove il sole si mostri nuovamente e consenta una vita, magari poca, piccola. L’uomo e il bambino camminano spingendo un carrello con cui si portano appresso le cose necessarie, un telo di plastica, lo zaino sulle spalle, riparo per cose e persone.

Leggere è ciò che aiuta a orientarsi nel mondo e a conoscerlo – leggere è anche studiare, approfondire, annotare, rielaborare;
Leggere è vivere in un mondo di amici, da conoscere, scegliere, frequentare, che possono, come gli amici in carne ed ossa, orientare una vita;

la_lunga_oscura_pausa_caffe_dellanima_recensioneDouglas Adams, La lunga oscura pausa caffè dell’anima, Mondadori, Piccola biblioteca Oscar, 2011
Un’esplosione in un aeroporto, che non provoca una strage ma solo la scomparsa di un’addetta al check-in impegnata nel confronto con un aspirante passeggero inconsueto e una aspirante passeggera spazientita.
Un investigatore improbabile, un omicidio impossibile, che pertanto la polizia cataloga come suicidio, attuato con un metodo incongruo.
Un ospedale che si occupa di pazienti anomali.
Alcune divinità nordiche la cui vita, nel mondo d’oggi, risulta complicata e molto, molto frustrante. Un Walhalla decaduto.

lilli gruber_eredita_copertinaLilli Gruber, Eredità. Una storia della mia famiglia tra l’Impero e il fascismo, Rizzoli Editore, 2013

Un bel libro da leggere, e non solo. Un luogo – il Sud Tirolo/Alte Adige; un tempo – dallo scoppio della prima allo scoppio della seconda guerra mondiale; la storia – una famiglia in quel tempo e in quel luogo. Su tutto, un grande personaggio femminile.

X Doctorow Cory_recensioneCory Doctorow, “X“, Newton Compton Editori 2009

I libri ci consentono di abitare mondi, spazi-tempi in cui espandere la nostra vita, affrontare problemi e sperimentare soluzioni che, appartenenti a luoghi e tempi diversi, riconosciamo nostri. La narrativa fantascientifica, in particolare, ci parla sempre del nostro oggi e Doctorow narra qui un domani costituito di oggetti, fatti, contesti, modi delle relazioni, che appartengono indiscutibilmente ad un tempo a noi vicino e in qualche modo noto.