Kurt Vonnegut, “Perle ai porci, o Dio la benedica Mr. Rosewater”, Feltrinelli 2015

Leggere Vonnegut è sempre un’esperienza speciale. Si tratta di un autore prolifico che, dalla vetta di un’opera quale “Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini” (qui) ci ha lasciato opere caratterizzate, allo stesso livello, da un linguaggio agile, discorsivo, segnato da un fondo di umorismo che potrebbe essere definito solo dall’aggettivo “buono”; e da un messaggio carico di empatia per le persone, pur senza alcuna cecità verso i loro comportamenti.

Aprendo il libro, ci verrà detto da subito, quale incipit, che…

Avevo variamente e vagamente riflettuto sul fatto che “la lettura non è separabile da un “dove”, da un luogo – e soprattutto non da quel “dove” assoluto che è il mio ubi consistam, che viene con me ovunque io vada e che non mi può lasciare, con i connessi legami alla mia terra, alle mie relazioni, alla mia lingua.” (qui, e scusate l’autocitazione)

Ora, credo di non essere sola nel sentire un pericolo, l’attesa di un disfacimento dei nostri giorni, intesi come storia, lingua, cultura, comunità che si riconosce e, a partire da questo, riconosce e incontra altri.

La domanda non ha a che fare con un qualsivoglia confronto di <realtà>. Ha a che fare con un <racconto> che solo, se condiviso, può dar luogo ad un Noi, ad una comunità in cui vi sia reciproco riconoscimento. Vale per il singolo e vale per il gruppo: ciò che importa è, sempre, il racconto condiviso da trasmettere quale immagine di sé e di noi. Scegliendo, in coerenza, comportamenti e obiettivi che lo confermino. Sta tutto qua, credo.

Jorge L. Borges, “Rimorso per qualsiasi morte” e “Assenza”.

In: “Fervore di Buenos Aires”, Adelphi 2010

Traduzione di Tommaso Scarano

 

La poesia parla di ciò che non dice. È monca, come il dolore dell’ignominia.

Questo fa, sempre, la poesia. Evoca, tace, dice, chiede silenzio.

Ogni volta, un seme metterà radici nel tempo di ognuno.

Ogni volta, ci ritroveremo a tendere l’orecchio, ad ascoltare l’immenso non detto.

Valeria Corciolani, “Il morso del ramarro”, emmabooks 2014

“Marisol infila la mano nel sacchetto del pane e rompe la rosetta croccante.

Buonissima.

A volte la sua vita di prima, il sapore del pane di laggiù, l’odore dell’aria e della terra, le sembrano sfocati e lontani. Come se piano piano li stesse dimenticando…”.

Riprendendo da quanto già scritto di questa autrice (qui), ho trovato, in questo suo libro, un piacere di lettura raro, nel genere. Ho trovato un piccolo capolavoro.

Inizia il tempo (per lo più immaginato) delle vacanze, del mare e dei monti; dei sogni di un tempo da dedicare a sé, al riposo, alla deposizione degli impegni lavorativi e sociali.

Poi, le cose, per ognuno, non stanno propriamente così; la vacanza sarà in parte il sogno della vacanza: ma l’immaginario aiuta. Induce, sotto l’ombrellone, nonché in procinto o meno, ad alleggerire la nostra presa sulle cose, sul pensiero, sugli impegni.

 

Paolo Rumiz, “Il filo infinito”, Feltrinelli, aprile 2019

“…la mia anima è poco propensa a celesti pensieri. Troppa rabbia per quello che succede in Europa. Di questi tempi preferisco i Salmi Imprecatori, che ho da poco scoperto nella Liturgia monastica delle ore…Salmi che esortano ad affacciarsi senza timore sul fosco mistero del Male, a proclamare a voce piena la sua esistenza al cospetto di Dio, anche per chiedergli di sbrigarsi a mettere in pratica la vendetta contro gli empi…”

Sto partendo dalla fine, dalle ultime pagine, di questo libro. Mi sono riservata, per alcune ore, la lettura dell’ultimo paragrafo di questo libro, al termine di un viaggio sulla carta attraverso i Monasteri Benedettini d’Europa: alla scoperta dell’Europa, delle sue radici, seguendo “La Regola”, il “Ora et labora” che norma l’autonomia e l’autosufficienza dei Monasteri di San Benedetto, il Santo Patrono d’Europa.

I tre moschettieri, illustrazione

… ma è qualcosa che ho voglia di raccontare, dato che anche i viaggi, come ogni esperienza, hanno a che fare con i libri.

E i libri, hanno a che fare con le librerie.

In viaggio verso le Cevennes, in un giorno di sosta-riposo a Aix en Provence, approfittiamo per una visita alla città. Incrociamo tre o quattro librerie, una delle quali dall’aspetto antico e molto bella: tutte chiuse. Proprio chiuse, inattive. Di ognuna di loro rimane qualche libro abbandonato al di là di una vetrina impolverata, e l’insegna, a sua volta impolverata, dai colori sbiaditi. Poi non so, mi è rimasta questa immagine nella memoria. Desolata. Probabilmente, anche intessuta di fantasia. Unica cosa certa: erano librerie che avevano chiuso la loro attività.

Robert Maynard Pirsig, “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, Prima pubblicazione italiana: Adelphi 1981

Traduzione Delfina Vezzoli

 

 “E ciò che è bene, Fedro,

e ciò che non è bene –

dobbiamo chiedere ad altri di dirci queste cose?”

 

Tema: il Viaggio, che il protagonista-autore compie In motocicletta, con il figlio undicenne attraverso l’America, dal Minnesota alla California.

Così, ho guardato bene i titoli in gara per lo Strega – per antico affetto, direi, per un Premio che ha avuto, nel tempo, un suo significato assolutamente di rilievo, il cui esserci è stato importante, utile; e che oggi, non potendo se non vivere, esserci, per l’appunto, nel mondo della comunicazione attuale, inevitabilmente risulterà figlio di un meccanismo di selezione della qualità obsoleto, a rischio di venir travolto da regole di mercato impensabili alla sua nascita; dal rumore di fondo della comunicazione multimediale che lo circonda, dove il libro si deve confrontare con altri mezzi che ne tradurranno, e distorceranno, il messaggio, la fruibilità; che soli ne decreteranno un qualche (siamo in Italia) successo commerciale sui grandi numeri (sempre italiani, è chiaro).

Manifesto liquore Strega 1902 – Wikipedia

Con la primavera, e in attesa del Salone del Libro di Torino, iniziano i rumor sui libri, di alta qualità, selezionati per le varie stagioni dei Premi che, da ora ad autunno, occuperanno, tra piccoli e grandi occasioni, la bella stagione; iniziano i rumor sulle rose dei finalisti, libri e autori, che gareggeranno per la scelta da parte di lettori, librai, giudici e giurie.