mattatoio n 5Kurt Vonnegut, “Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”, Feltrinelli 2014

Leggere questo libro, rileggerlo è un’emozione che non saprò descrivere. So di non poter restituire la dolcezza, proprio la dolcezza, con cui Vonnegut ripercorre e trasmuta, per potercene parlare, e per poter non tradirli, i suoi ricordi del bombardamento della città di Dresda.

E, non so come possa avvenire, ma è ‘dolcezza’ la parola che descrive l’emozione dell’orrore e dell’affetto, assurdamente uniti, che uno che c’era ci consegna, per tutti noi, per tutte le vittime, e per chi ha avuto la sfortuna di sopravvivere, e per chi ha avuto il destino di essere colpevole, per l’impossibilità, per chiunque, dell’innocenza, e per il fatto che ‘così va la vita’, seguendo il refrain che percorre tutto il libro.

Agota KristofUn breve riassunto, tra tante fonti che si richiamano e forniscono di Agota Kristof un ritratto univoco, per un flash su una scrittrice, una persona la cui scrittura, forte ed essenziale, si ritrova, intera, nella sua vita, nelle scelte fatte e subìte. Non sempre è così, non per tutti la scrittura e la vita si richiamano con tanta forza. Tanto più se pensiamo ad un autrice ‘costretta’ ad usare una lingua non sua – i libri della Kristof sono scritti in francese, lingua che lei non padroneggiava bene (diceva) – ma in cui lingua e fatti e cose hanno la solidità della materia.

Agota Kristof è nata il 30 ottobre del 1935 a Csikvànd, un piccolissimo paese dell’Ungheria. Nel 1956, le truppe dell’Armata Rossa invaderanno la sua terra, dove era in atto una rivolta contro l’URSS.

Un albero cresce a BrooklynQuest’anno, l’arrivo del nuovo anno mi fa uno strano effetto: la voglia di ripensare vecchi libri, di un salvataggio della memoria, delle letture che hanno accompagnato i miei anni di crescita, di gioventù, di libri che si sono o non si sono salvati. Senza, necessariamente un vero desiderio di rilettura e, anzi, con il desiderio di nuove letture, di esplorare altro. Come se volessi una base, un punto di partenza.

Nuovo anno nuove letture? E’ un fatto, il passaggio dal 31 dicembre al 01 gennaio, porta tutti nel girone infernale dei buoni propositi, che sono sempre propositi di cambiamento. Porta ad iniziare un nuovo conteggio sul come andrà il nuovo anno, mentre di nuovo c’è solo un altro giorno.

 Buon anno! Che iniza con questo primo post della nuova pagina “Qualcosa sugli autori“: cliccate per sapere di cosa si tratta.

David_Foster Wallace

Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici. Ma a me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant’anni, non ci sarà nessuno… nessuno più anziano… non ci saranno persone più anziane di noi che si ricorderanno la Grande Depressione, o la guerra, persone che hanno alle spalle sacrifici considerevoli. E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose.” (da: “Come diventare se stessi”. Ed. Minimum Fax 2011)

Ramallah
Ramallah, Territorio palestinese. Foto scattata da Fabiana Filippi

Mancano tre giorni a Natale e ci si avvia al 2015. Questo blog sta per compiere un anno di vita: è il momento buono per un piccolo bilancio.

Ricordo che questo spazio si è avviato a partire dalla dichiarazione: “Questa è una libreria”. Vuol dunque essere un luogo nel quale, pur mancando, fisicamente, i libri, c’è la ricerca e la passione del leggere, e dove qualcuno – vale a dire io, che gioco a fare la libraia – descrive un libro, lo propone, sulla sola base del fatto che ha trovato quel libro davvero imperdibile. O anche no, ma è davvero raro e mai definitivo, credo.
Poi, per l’acquisto del libro, fisico, in forma di e-book, a scelta di ognuno, non c’è problema: tutti ci recheremo alla nostra libreria, oppure cliccheremo su un tasto, o andremo in biblioteca a procurarcelo, separando i due momenti: quello della chiacchierata con la libraia e quello del ritornare a casa con dei libri in mano pregustandone la lettura.

Robert Sidelsky, “John Maynard Keynes. Speranze tradite. 1883 – 1920“, Bollati Boringhieri 1989

J. Mainard Keynes. Speranze tradite 1883 - 1920Il libro è in corso di lettura, ma questo non impedisce di iniziare a parlarne; ho idea che potrebbe trattarsi di una visita al libro a puntate. E il perché è presto detto: in questo libro, oltre a narrare la vita e il lavoro di J. M. Keynes, l’autore esplora altre aree di grande interesse, da quella relativa al contesto storico socio-politico e culturale in cui Keynes si mosse, a quella relativa ai molteplici interessi e ambienti da lui frequentati, a quella dello sviluppo e dell’esprimersi di una personalità dalla forte caratterizzazione individuale.

…e dovrebbe continuare, secondo regola di questo blog (dove, in realtà, non sono mai state formulate regole se non quella, fondante,Come fare cose con le parole di parlare di libri, in senso molto ampio) con la presentazione, la proposta, di una lettura.

Non so se è stato notato che, nell’ultimo “Parliamone”, contrariamente a quanto faccio di solito, non ho preannunciato il prossimo libro.

Harry Potter e la pietra filosofaleJ. K. Rowling, “Harry Potter e la pietra filosofale”, Salani Editore 2013

E così, mentre sto leggendo la biografia di J. M. Keynes di Robert Skidelsky, e mentre siamo prossimi al Natale, eccomi a rileggere i romanzi della serie di Harry Potter.

Sette romanzi, che narrano sette anni scolastici di Harry Potter, un ragazzino che appartiene al popolo magico, la comunità parallela con la quale conviviamo senza saperlo; un popolo che ha le sue città, i suoi legislatori, il suo governo (il cui primo compito è non far scoprire alla società dei non-maghi, a noi “Babbani”, la propria esistenza).

Notte e GiornoCome sempre, un libro apre domande, mostra percorsi diversi, porta a individuare connessioni: è un hub. Così, il romanzo di Elizabeth von Arnim, punto di arrivo di altri percorsi, non si fa lasciare, ha ancora vie da indicare, connessioni da esplorare. Il bello, trattandosi di libri, sta nel fatto che, diversamente da quanto accade in un aeroporto, non occorre sapere dove si andrà; si può andare, e la meta sarà un altro hub, che consente pure il viaggio nel tempo. Rimanendosene sul divano.

Mi intriga la storia di vita della von Arnim che, per vicinanza come per distanza, apre ad altre storie.

Il giardino di ElizabethElizabeth von Arnim, “Il giardino di Elizabeth”, Bollati Boringhieri 2002

Il giardino di Elizabeth è un romanzo che ‘parla’ di fiori e della cura di un bellissimo giardino, ma ‘racconta’ tutt’altro, e questo altro costituisce tutto il significato del giardino, che Elizabeth ama appassionatamente, a cui dedica tutte le sue energie e tutto il suo tempo.

L’<altro>, che costituisce il vero corpo del romanzo, è narrato così come si narrano il clima, le ambientazioni, sociale e familiare, il mondo in cui la storia si dipana, e mostra la tranquilla, talvolta ilare, più spesso ironica e allegramente testarda battaglia di Elizabeth per la propria esistenza: di donna, di moglie, di scrittrice.

Una stanza tutta per séCi si avvia a fine anno, questo mese di dicembre trascorrerà veloce e sarebbe quasi ora di riflettere su questa scrittura. Ci penserò con il nuovo anno e magari sarebbe bello che qualcuno lo facesse con me.

Ma vorrei cominciare, magari un po’ a casaccio, come è uso in questo spazio, a condividere qualche inizio di pensiero, sperando ne esca qualcosa che possa suscitare anche l’interesse di chi legge.

Una stanza tutta per gli altriAlicia Giménez-Bartlett, “Una stanza tutta per gli altri”, Sellerio 2006

Alicia Giménez-Bartlett, interpreta e documenta in questo ‘romanzo‘ la storia di vita di Nelly Boxall, domestica per più di vent’anni nella casa di Leonard e Virginia Woolf. E, attraverso Nelly, ci fornisce un punto di vista non celebrativo sulla vita e sulla personalità della Woolf e sul mondo delle sue relazioni, il cosiddetto gruppo di Bloomsbury.

Il libro si sviluppa provenendo dalla voce diretta di Nelly, di cui l’autrice finge (in modo documentato) ci sia pervenuto un diario regolarmente tenuto negli anni in cui è stata al servizio dei Woolf.

J. Mainard Keynes. Speranze tradite 1883 - 1920Ho infine ho compiuto la mia gita in libreria in modo soddisfacente. Si trattava di scegliere una libreria, se vogliamo definirla così, di nicchia, pregevole: Editrice SS Quaranta di Treviso. Ne ho ricavato un bottino originale. Val la pena di farne la storia, partendo da una premessa: questa libreria tiene anche vecchie scelte edizioni di libri che non si trovano più, o si trovano con difficoltà, o sono edizioni fuori commercio.

Entro nella libreria, che è molto piccola, per cui si incontra immediatamente il banchetto dei libri: e infatti l’occhio trova subito un bel volumone, Bollati Boringhieri, 500 pagine, sovracopertina bianca, titolo “John Maynard Keynes. Speranze tradite. 1883 – 1920” di Robert Skidelsky. E in questi giorni io sto leggendo, di Keynes,Il grande crollo”: lettura pomeridiana, di grande soddisfazione.

P1060109Ruth Rendell, “La morte non sa leggere” (titolo originale “A judgement in stone”)[i]

Questa è una rilettura. Ed io che amo il poliziesco classico – omicidio, poliziotto, indizi, indagini, scoperta del colpevole e trionfo della ‘giustizia’ – ho mantenuto una memoria particolare per questo noir anomalo, che inizia, rovesciando lo schema, dall’informazione sull’avvenuto sterminio dell’intera famiglia Coverdale, padre madre e due figli, da parte di Eunice Parchman, bravissima governante di casa, compiuto insieme alla sua amica Joan Smith, per nascondere il fatto di essere analfabeta.